Natale è davvero uno dei periodi più belli dell’anno per tantissimi aspetti, ma soprattutto per uno in particolare: rifornimenti. Per noi amanti, drogati e dipendenti dai giochi da tavolo, il Natale è l’occasione perfetta per gonfiare la libreria aggiungendo nuovi titoli. E cosi è stato anche per noi, dove tra un’espansione e un gioco completamente nuovo, è spuntato anche Casting Shadows. Distribuito in Italia da Asmodee, Casting Shadows è l’ultima fatica dei ragazzi di Unstable Games, e noi in pochi giorni abbiamo già fatto diverse partite. Vediamo assieme in questo nuovo articolo cosa ne pensiamo!
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Unstable Games da sempre ha abituato i giocatori di tutto il mondo a proporre giochi pucciosi, con delle bellissime illustrazioni, irriverenti e molte volte anche estremamente stupide, capaci di nascondere tuttavia una crudeltà e un’infamia senza precedenti.

Tutti i giochi da tavolo Unstable Games sono maledettamente “stronzi”, fatti a posta per colpire duro gli avversari senza alcuna pietà e scrupolo.

Casting Shadows non è da meno.

Ci troviamo di fronte a un titolo competitivo per massimo 4 giocatori, nel quale combatterete tra di voi spostando il vostro personaggio su di una mappa modulabile formata da tiles esagonali, lanciando incantesimi d’attacco e arricchendo il vostro libro delle magie con quest’ultimi, diventando un po’ alla volta delle letali macchine da guerra.

Procediamo per gradi, e iniziamo dalla confezione.

Casting Shadows, dal punto di vista dei componenti, è il fratello più bello

I giochi da tavolo Unstable Games sono principalmente giochi di carte. Siamo sempre stati abituati quindi a vedere scatole piccole, con grandi quantità di carte. Da Exploding Kittens, un po’ il padre di tutti, fino ad Unstable Unicorns ed Here to Slay. Ogni tanto qualche “deragliamento” inserendo una coppia di dadi, oppure 3-4 meeple in legno come in Happy Little Dinosaurs, ma mai più di così.

Casting Shadows esce dagli schemi con una scatola molto più grande, dove al suo interno troviamo un po’ di tutto.

Il nostro mazzo di carte, diviso in diverse tipologie, sempre presente, con le tipiche illustrazioni (bellissime) di questi giochi. Troviamo poi un set di dadi a 6 facce, sui quali sono rappresentate le varie tipologie di risorsa che userete nel gioco per acquistare e lanciare poi gli incantesimi. Ci sono dei token quadrati, sempre dedicati alle risorse, nel caso in cui riusciate ad ottenere più risorse rispetto a quelle del semplice lancio dei dadi.

Abbiamo poi le tiles esagonali, usate per comporre la mappa nella quale i vostri personaggi si sposteranno continuamente dandosi battaglia. Anche in questo caso le illustrazioni sono davvero belle, non si può davvero dire niente a riguardo.

Troviamo dei componenti in legno, ovvero i 4 meeple dei personaggi presenti nella scatola. La qualità e fattura è come quella dei meeple di Happy Little Dinosaur, quindi ottima.

Chiudono il cerchio dei componenti di Casting Shadows le 4 plance giocatore dei personaggi. Ogni plancia è personalizzata, in quanto i personaggi sono asimmetrici sotto alcuni aspetti come le abilità personali e il numero di energie ombra necessari ad innescare tali abilità (argomento che vedremo dopo). Il bello di queste plance è sicuramente la grandezza, in quanto gli sviluppatori non si sono risparmiati, creando delle plance belle grandi, dando spazio all’illustrazione del personaggio. Sono plance doppia faccia inoltre, in quanto durante la partita potrete trasformare il vostro personaggio nella sua forma ombra, facendolo diventare più potente e letale. Inoltre il sistema con le “rotelline” laterali a tenere traccia dei punti vita e delle energie ombra è perfetto, comodo e intuitivo. Insomma, 10+ come voto.

Il regolamento di Casting Shadows è chiaro e ben fatto. C’è da dire che non siamo di fronte a un titolo complicato, tuttavia siamo un gradino sopra gli altri giochi Unstable Games, in quanto sono state inserite diverse sfaccettature come la gestione delle risorse che non si sono mai viste nei loro giochi.

Come si gioca a Casting Shadows?

Casting Shadows è un gioco competitivo dove i giocatori si sfideranno a colpi d’incantesimo, cercando di infliggere danni azzerando cosi la vita degli avversari e restando gli ultimi in gioco.

Il setup non è lungo, ma nemmeno breve. Ogni giocatore dovrà scegliere un personaggio, prendendo dalla scatola la relativa plancia e pedina.

Viene formata la mappa unendo le varie tiles esagonali tra loro, per poi posizionare ogni meeple nella sua tile di partenza.

Vicino ad ogni pezzo della mappa (tranne quello centrale) va posizionata a faccia in su una carta dal mazzo incantesimi. Questo è il meccanismo che viene usato per l’acquisto degli incantesimi. Spostandovi lungo la mappa potrete acquistare l’incantesimo relativo a quella singola tile. Di tutti gli esagoni della mappa, uno solo è gestito diversamente, vicino al quale è presente tutto il mazzetto a faccia in giù dei contro incantesimi, potenti magie che, a differenza degli incantesimi normali, dovrete tenere nascosti e usarli al momento giusto quando subite un attacco per difendervi o addirittura restituire una parte del danno al mittente.

Ogni personaggio parte con 18 punti vita e l’indicatore a 0 dell’energia ombra. Nel proprio turno il giocatore dovrà lanciare i dadi e potrà spendere fino a 4 punti azione per compiere le seguenti mosse:

  • Viaggiare: spostarsi da uno esagono a uno adiacente.
  • Acquistare un incantesimo: potete acquistare l’incantesimo relativo all’esagono nel quale vi trovate se grazie al lancio dei dadi (ed eventuali risorse in formato di token) avete tutto ciò che vi serve. In tal caso prendete l’incantesimo e lo disponete vicino alla vostra plancia. Potete tenere fino a 5 carte incantesimo, e se non decidete di eliminarne uno in favore di uno nuovo, l’incantesimo acquistato sarà vostro fino a fine partita.
  • Lanciare un incantesimo: ogni incantesimo acquistato può essere lanciato una volta per turno pagandone il costo di lancio (differente da quello d’acquisto). In tal caso il testo sulla carta indicherà danni ed eventuali effetti secondari. Inoltre sempre sulla carta è rappresentata la gittata dell’incantesimo. Alcuni incantesimi colpiscono l’esagono stesso su cui vi trovate, altri fino a 1 esagono di distanza, i più potenti colpiscono su tutta la dimensione del tabellone. Alcuni bersagliano un avversario, altri la tile intera (e quindi tutti i meeple presenti).
  • Ripristinare: se l’incantesimo relativo all’esagono in cui vi trovate non vi piace, potete scartarlo in favore di uno nuovo.
  • Ritirare i dadi: potete rilanciare un qualsiasi numero di dadi, tranne quelli con la faccia nera del cristallo maledetto.
  • Proteggervi: tutti i dadi con la faccia nera del cristallo maledetto a fine turno vi infliggeranno un danno, a meno che non spendiate 1 punto azione per proteggervi. Un punto azione protegge da un dado.

Se a fine turno vi restano dei dadi con le faccia viola simil fuoco dell’energia ombra, li potrete aggiungere all’indicatore sulla vostra plancia. Raggiunto il livello 3 dell’energia ombra, il vostro personaggio di trasformerà, permettendovi di girare la plancia. I punti vita resteranno sempre uguali, ma da questo momento quando ottenete energia ombra, potete lanciare la vostra abilità personale, un potente attacco extra, da contare a parte rispetto i lanci dei normali incantesimi.

Inoltre in Casting Shadows, la trasformazione nella vostra forma ombra, vi permette in aggiunta di scegliere uno dei tre compagni visibili dal mazzo dei compagni, potenti creature che vi forniranno un bonus perenne fino a termine partita.

L’ultima cosa che resta da sapere è che ogni esagono a inizio turno prima del lancio di dadi vi fornirà un certo bonus. Quello centrale per esempio permette di recuperare 2 punti vita perduti, uno vi protegge dai danni, altri fanno ottenere una risorsa extra da poter utilizzare e via dicendo.

Questi sono i presupposti della partita, ogni giocatore svolgerà il proprio turno a rotazione, cercando di infliggere più danni possibili, schivarli/difendersi grazie ai contro incantesimi, il tutto spostando con intelligenza il meeple lungo la mappa, per sfruttare i bonus dei vari esagoni.

Con un po’ di fortuna riuscirete anche ad evolvere il vostro personaggio, arrivando a scatenare la sua abilità unica.

L’ultimo a restare in piedi, sarà il vincitore.

Opinione finale di Casting Shadows

Casting Shadows è sicuramente un gioco molto bello, sufficientemente leggero per essere giocato anche dai bambini se pratici del settore, e allo stesso tempo divertente anche per gli adulti.

La durata di una partita varia a seconda del numero di partecipanti, ma anche in 4 si riesce a stare tranquillamente sotto i 45 minuti, se nessuno si perde via e si gioca spensierati per divertirsi. Sicuramente la parte strategica c’è, ma il fattore fortuna con la presenza dei dadi, e delle carte che escono random è ben presente. Se siete quindi maniaci del controllo, lasciate perdere, qua si gioca di cattiveria, senza far troppo caso alle strategie.

Il gioco gira bene in qualsiasi numero di giocatori, ma ovviamente da il meglio di sé dai 3 giocatori in su. Potete tranquillamente giocare anche in 2, ma perde un po’ di fascino e di “imprevedibilità”. D’altronde la parte belle è proprio quella, ovvero l’accanimento dei giocatori sul più forte, i salvataggi all’ultimo secondo, i dispetti e cosi via. In due il tutto si riduce.

Un piccolo difetto del gioco sono le carte incantesimo. Non sono poche, ma se consideriamo che non sono uniche, ma ripetute in più copie, dopo le prime partite si iniziano già a vedere sempre le stesse carte. Sicuramente, quando uscirà in italiano, sarà fondamentale aggiungere l’espansione “The Ice Storm”, con la quale si potrà giocare fino a 6 giocatori, aggiungendo nuovi personaggi, tessere esagonali, incantesimi e contro incantesimi e un paio di nuove meccaniche.

Teniamo per ultimo il difetto più grosso di Casting Shadows, a causa del quale l’ago della bilancia si sposta più verso il family game che per i gruppi di giocatori navigati, ovvero la tanto odiata player elimination. Chi perde esce dal gioco, indipendentemente da dove si è arrivati. I giocatori sconfitti devono uscire e guardare gli altri finire la partita, senza possibilità alcuna di rientrare. Un vero peccato. Questa meccanica è davvero odiata da moltissimi (in effetti chi vorrebbe perdere tempo a guardare gli altri che giocano) e con ottime ragioni d’altronde, non riusciamo quindi a capire come mai, nemmeno l’espansione offra una modalità alternativa capace di aggirare questo problema.

Se siete disposti a passare sopra questi difetti, Casting Shadows di per sé merita e diverte, e tutto sommato il costo a cui viene proposto sul mercato non è nemmeno cosi alto.

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Scheda Tecnica

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