In Scythe siamo alla fine degli anni 20 e ci troviamo in un'Europa dell'est ancora stravolta dalla guerra, dove la ricerca di risorse per la stabilizzazione dei propri eserciti è il primo obiettivo di tutte e 5 le fazioni dominanti di questo scenario. Tutto normale fino a qua, se non ci fosse la presenza ovviamente trascurabile di enormi Mech da combattimento!
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Ho avuto il piacere, grazie ai miei amici Mara e Paolo, di intavolare Scythe, questo mattone di gioco in scatola davvero ricco, sotto tutti i punti di vista, sia dei contenuti che delle meccaniche di gioco.

Vi troverete di fronte ad una mappa davvero grande (procuratevi un bel tavolo) e sarete chiamati a rappresentare una delle 5 fazioni (i riferimenti sono abbastanza comprensibili) disponibili nel gioco base:

  1. Nord
  2. Sassonia
  3. Polania
  4. Crimea
  5. Rusviet

Alla guida del vostro leader, accompagnato da un fedele animale e da un esercito di Mech, dovrete riuscite a produrre la risorse necessarie ad assicurarvi la vittoria. Ci troviamo di fronte quindi a un normalissimo ameritrash dove lanciare tonnellate di dadi e distruggere qualunque cosa? No assolutamente, se pensavate che Scythe fosse questo, allora vi consigliamo di interrompere la lettura di questo articolo.

Scythe è soprattutto un gioco di raccolta, gestione e soprattutto protezione delle risorse. A differenza di altri giochi di questo genere, nei quali le risorse prodotte finiscono nella vostra riserva, qui invece restano sulla mappa, nella casella in cui sono state create, diventando quindi disponibili a chiunque controlli il territorio. Una meccanica interessante, che aggiunge quindi la spinta necessaria a ingaggiare i combattimenti con gli altri avversari.

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Cosa troviamo nella scatola di Scythe

Scythe, come già anticipato è bello grosso, vi divertirete parecchio a sondare il contenuto della scatola la prima volta che ve lo troverete tra le mani. 

Una mappa davvero grande è il primo elemento di spicco. Illustrazioni stupende ma mai violente fanno da padrone in Scythe e, nonostante i nomi delle fazioni possano essere dei chiari richiami ad alcuni luoghi della nostra reale Europa dell’Est, la mappa di Scythe non indirizza verso nessuno luogo particolare. Siamo semplicemente di fronte a una mappa di gioco, molto grande in cui sullo sfondo troveremo paesaggi di montagne, foreste, campi di grano e villaggi, fiumi, laghi ecc, tutti luoghi con specifiche funzioni. Su tutta questa grafica, dei leggeri contorni bianchi tracciano gli esagoni che saranno utilizzati come tessere di spostamento e posizionamento.

Oltre alla mappa troveremo la scatola contenente le miniature dei Mech e dei nostri leader, ben fatte e di alta qualità.

Le plance giocatore sono uno spettacolo. Formate da uno spesso cartoncino, presentano punti incavati dalla forma corrispondente al tipo di segnalino in legno che andrà posizionato sopra. Veramente belle da usare, mantengono l’ordine e sono stupende da vedere per le illustrazioni riportate sopra di esse.

Sarete invasi dai classici sacchettini in plastica per tenere in ordine i segnalini e componenti più piccoli data la quantità di elementi. Ogni fazione infatti ha tutta la sua riserva di segnalini cubici, tondi, dei lavoratori ecc rigorosamente in legno, senza contare tutti i segnalini (sempre in legno) delle varie tipologie di risorse come il grano o il metallo per esempio.

A prima vista potrebbero spaventare, ma non è cosi.

Oltre ai segnalini avremo i classici mazzi di carte, formati da mazzi più grandi e più piccoli, a seconda che siano carte incontro o combattimento. Quest’ultime forse sono una piccola nota dolente del gioco: non essendo i combattimenti la spina dorsale del gioco (anzi, oserei dire che sono un vero e proprio contorno nemmeno troppo articolato), non troviamo alcun tipo di particolarità nelle carte combattimento, se non un numero casuale da 1 a 5 da aggiungere al numero che verrà scelto da ogni giocatore sulla propria ruota del potere (altro elemento cartonato di Scythe).

Come funziona Scythe?

Spiegare come funziona Scythe in una recensione non è facile, ecco perché preferiamo parlarvi in maniera generale, dando maggiore peso a quelli che riteniamo siano i punti di forza e debolezza del gioco. 

Per una spiegazione dettagliata delle meccaniche, vi invitiamo quindi a leggere il regolamento.

Innanzitutto qual è l’obiettivo di Scythe? Fare punti, tanti punti. Come? Ci sono diverse maniere, dalla raccolta di monete, quindi accrescendo il proprio potere economico al completamento di diversi obiettivi che possono essere lo svolgimento di una delle 2 carte obiettivo che riceverete a inizio partita (passatemi la blasfemia, ma potremmo dire un po in stile Risiko) al raggiungimento dei 16 punti potere (questi punti si accumulano durante la partita facendo determinate azioni e serviranno poi per i combattimenti).

Già qua si apre quello che riteniamo essere un pregio del gioco: ogni giocatore dispone di 6 segnalini stella. Ogni volta che si completa un determinato obiettivo, si posiziona sul tabellone il segnalino stella nel punto rispettivo all’obiettivo completato. Il primo giocatore che completa 6 obiettivi, chiude la partita. Attenzione, ho detto chiude, non vince. Chiudere la partita significa che si tirano le somme e si guarda chi ha fatto più punti. Può capitare che siate i primi a finire, ma se non tenete d’occhio gli altri potreste non essere i vincitori (come è capitato al sottoscritto oltretutto).

Il cuore di Scythe è centrato sulla vostra plancia giocatore. Essa è formata da 2 parti:

  1. La plancia relativa al vostro leader, ognuno dotato di abilità diverse.
  2. La plancia relativa alla nazione che vi capiterà, anch’essa diversa dalle altre.

 

Il fatto che vengano distribuite casualmente garantiscono un’alta rigiocabilità in quanto ogni combinazione delle 2 avrà strategie differenti da usare per racimolare maggior punti. Passerete dalla combinazione in cui il combattimento sarà la vostra prima opzione a quella in cui un’esplorazione approfondita delle mappa vi garantirà risorse e molte monete.

Durante il vostro turno potrete scegliere di fare un’azione delle 4 disponibili sulla vostra plancia nazione. Ogni azione è divisa in 2 parti, una superiore e una inferiore. Ognuna di queste azioni ha un costo (solitamente in monete), ma garantirà effetti diversi, come un movimento, un’azione di commercio per ottenere 2 risorse, o un’azione di produzione per ottenere risorse in base alla posizione dei vostri lavoratori sulla mappa.

Anche le azioni nella parte inferiore della plancia hanno un costo, questa volta però tutto in risorse. Durante la partita, grazie ai miglioramenti, potrà essere però via via abbassato, permettendovi cosi di spendere meno risorse.

Eseguire entrambi le azioni, parte superiore e inferiore, una sola di esse o nessuna saltando cosi il turno, dipenderà solo da voi. L’importante è sapere che possono essere eseguite solo dall’alto verso il basso e non il contrario.

Una nota particolare va posta sul fatto che non potrete mai fare la stessa azione 2 volte di fila. Ogni turno sarete obbligati a spostarvi sempre su una delle 3 azioni restanti rispetto quella precedentemente scelta. Questo sistema garantisce maggiore profondità strategica al titolo, obbligandovi a pensare 2-3 turni avanti.

Ci troviamo di fronte quindi a un gioco in cui la gestione delle risorse e le scelte fatte avranno un peso ENORME sull’andamento della vostra partita. Una scelta sbagliata potrebbe costarvi caro.

Questo infatti può essere spiazzante i primi turni, anche per i giocatori navigati. Scythe non è un titolo semplice, e il suo coefficiente di difficoltà è decisamente alto.

Tuttavia Scythe non è solo lavoratori e raccolta/produzione di risorse. Sulla plancia eroe i vostri Mech saranno pronti ad entrare sulla mappa per andare in guerra con i robot degli avversari.

Molto bella la duplice funzione dei Mech pensata nel gioco:

  • I robot ricoprono il classico ruolo di pedine esercito per ingaggiare combattimenti.
  • Allo stesso tempo possono essere usati per caricare letteralmente su di essi i lavoratori e spostarli sulla mappa risparmiando cosi punti movimento.

 

Il movimento infatti in Scythe è una nota a nostro avviso dolente, ma solo nelle prime fasi della partita, causandone un piccola rallentamento. A causa del movimento limitato a un singolo esagono, almeno per buona parte della partita, passerete parecchi turni in cui (a meno che non usiate i tunnel per spostamenti rapidi) sarà difficile incontrare gli altri giocatori. Questo porta irrimediabilmente al “ognuno gioca per i fatti suoi”, riducendo praticamente a zero l’iterazione con gli altri giocatori.

Inoltre il non poter attraversare fiumi e laghi, sempre nelle prime fasi, rende il tutto ancora più limitante.

Tornando ai Mech, vi saranno molto utili quando riuscirete ad entrare in un esagono avversario in cui l’altro giocatore avrà erroneamente lasciato molte risorse. Infatti uno dei motivi principali dello scatenare una battaglia potrebbe essere il tentativo di rubare le risorse avversarie.

E qui arriviamo a quella che riteniamo essere la seconda ma ultima nota dolente del gioco: i combattimenti.

Se siete alla ricerca di un gioco con un profondo sistema di combattimento, allora lasciate perdere Scythe, non farà per voi. In questo titolo i combattimenti hanno un’importanza davvero secondaria, tant’è vero che potrebbe capitare che ne vengano svolti 4-5 in un’intera partita (a seconda dell’aggressività dei giocatori).

Proprio per questo motivo sembra quasi non gli sia stata dedicata troppa attenzione. Ma come si svolge? Molto semplice: durante la partita i giocatori tramite le proprie azioni o magari come ricompense delle carte incontro, guadagneranno punti potere, fino a un massimo di 16. Questi punti verranno usati  durante il combattimento, per un massimo di 7 a combattimento, in aggiunta a quelli presenti sulla carta combattimento che deciderete di usare. Io potrei decidere di utilizzare 5 dei miei 13 punti potere ai quali andrò a sommare i 4 presenti sulla mia carta combattimento, per un totale quindi di 9. Lo stesso farà il mio avversario. Chi ha il punteggio più alto vince.

Se queste carte combattimento permettessero di influenzare in maniera differente il combattimento il gioco otterrebbe sicuramente un aumento notevole sotto il punto di vista della fase combattimento.

Purtroppo invece queste carte si limitano ad avere un numero da 1 a 5, con il quale aumentare il proprio potere per lo scontro. Un peccato.

Tornando invece a parlare di cose belle, abbiamo apprezzato molto il meccanismo della Fabbrica. La Fabbrica è un esagono centrale della mappa sul quale è appunto posizionata… la Fabbrica. 

Mentre nelle prime partite di Scythe, potrebbe essere un elemento abbastanza ignorato dai giocatori, con l’acquisizione d’esperienza con il gioco, vi troverete a bramare il possesso della Fabbrica. Essa infatti vi garantirà la possibilità di giocare una carta Fabbrica (scegliendola voi stessi, quindi non casuale) e posizionarla accanto alla plancia nazione. Questa carta diventerà di fatto il vostro quinto slot per le azioni. A discapito di un costo importante per attivarne l’effetto, otterrete dei grossi benefici nel suo utilizzo.

Inoltre questa fabbrica varrà come un singolo territorio. Esatto, questa frase dovrebbe avervi dato l’indizio necessario a capire che Scythe è anche un gioco da tavolo di controllo territori. Il numero dei territori controllati a fine partita sarà un altra variante di punteggio. 

Insomma, in Scythe ci sono davvero tante cose che si possono fare per ottenere punti, e questo è uno dei suoi punti di forza maggiori: la varietà.

Opinione Finale di Scythe

Scythe è un gioco davvero bello, che vi terrà impegnati per diverse ore nel corso della partita. Ci troviamo di fronte a un gioco da tavolo in cui le vostre mosse saranno fondamentali, dalla prima all’ultima, con un’ampia possibilità di essere puniti con la sconfitta nel caso sbagliate scelta.

Un sistema di gestione/creazione risorse davvero interessante e una grafica/componentistica pazzesca vi faranno brillare gli occhi.

Le meccaniche che inizialmente possono sembrare complicate, appariranno come limpide e chiare dopo le prime 2 partite. Se avrete pazienza di assimilarne il regolamento non ne rimarrete delusi.

Non siamo di fronte a un gioco perfetto, ma come sempre del resto. I combattimenti, nonostante la presenza di grossi Mech, non sono il fulcro del gioco, anzi, al contrario sembrano quasi un’aggiunta obbligata in un titolo che poteva benissimo farne a meno. Tuttavia, se dovesse capitare lo scontro, la possibilità di farlo c’è, e almeno in caso di vittoria vi porterete a casa anche qualche risorsa avversaria. Ovviamente a seconda della tattica messa in piedi dai giocatori gli scontri saranno più o meno frequenti, ma il sistema che è stato creato per gestire lo scontro, è davvero di basso livello.

Nonostante questo, Scythe è un gioco fantastico che consigliamo a tutti. Obbligatorio averlo nella propria collezione

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