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YAK è il tipico gioco da tavolo che ti fa innamorare solo per le illustrazioni presenti sulla scatola e un determinato componente al suo interno: i carretti trainati dagli Yak per l'appunto. Ma dentro la scatola di YAK, si trova un eurogame dalle meccaniche semplicissime adatto a tutti i tipi di giocatore per passare un'oretta in tranquillità cercando di costruire il muro più bello!
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YAK è un gioco da tavolo accessibile a tutti, esperti e non, dalle meccaniche semplici e potremmo dire anche abbastanza veloce. Il suo punto forte è la componentistica, estremamente colorata da attirare e stregare gli occhi di chiunque si fermi a fissarla. YAK è tanto semplice quanto innovativo. Difficilmente si riescono a trovare giochi in scatola sempre diversi tra loro, ma YAK sembra invece esserci riuscito.

Ma andiamo con ordine e iniziamo innanzitutto con i suoi componenti, vero fiore all’occhiello della scatola.

YAK e la sua componentistica: uno spettacolo per gli occhi

Da noi si dice fare “scianzo”, ovvero riuscire nell’impresa di colpire, in senso positivo, il giudizio delle persone. YAK colpisce in pieno il bersaglio, e riesce quindi a fare scianzo.

I carri con gli animali attaccati sono ovviamente ciò che o colpisce per primo, e attenzione: le ruote girano! Una cavolata, ma non cosi scontata, che fa quindi capire il livello di cura che è stato messo nella realizzazione di questo gioco.

E alla faccia dei cubetti: le pietre che userete per costruire i vostri muri sono colorate e di bella presenza. Solo con questi due elementi, la scatola di YAK guadagna un peso non indifferente.

I segnalini del cibo sono in legno, una nota molto positiva se come noi preferite sempre se possibile la versione 3D in legno a quella classica in cartoncino dei segnalini.

Le 4 plance dei giocatori con lo spazio incavato per iniziare la costruzione del vostro muretto sono ben fatte, con un piccolo riassunto di come poter gestire il vostro turno, ma cosa ancora più importante, di come funzione il calcolo del punteggio in base alla disposizione delle pietre nel muro.

Concludono il tutto la coloratissima plancia di gioco, quella della montagna per i segnalini nebbia, le poche carte presenti tra azione e bonus, e il sottile regolamento formato da un paio di fogli piegati su stessi.

100 punti a Grifondoro. Anzi no, a Pretzel Games per il lavoro svolto.

Ah, gli Yak possono essere riposti nella scatola senza doverli smontare. 150 punti.

COme si gioca a YAK?

Il vostro scopo in YAK è quello di riuscire a creare il miglior muro in termini di tessere pietra tra loro combinate, seguendo alcuni criteri di combo spiegati nel regolamento.

Ad ogni turno, i carretti degli yak verranno mossi in senso orario attorno a quello che è il mercato tibetano rappresentato sulla plancia di gioco. I giocatori potranno raccogliere le pietre presenti nel carro che si ferma davanti a loro in cambio di risorse cibo (pane, latte e carne) utilizzando le azioni disponibili sulle 3 carte azioni che ogni giocatore possiede.

Queste carte sono uguali tra loro in termine di set. Ciò significa che tutti i giocatori hanno a disposizione il medesimo tris di carte. Nessuno può quindi fare azioni uniche.

Ogni carta possiede 2 azioni da eseguire, la prima in alto quella pratica, che consiste nell’utilizzare il proprio cibo da depositare nel carretto davanti a noi in cambio di pietra. Quella sotto invece consiste sempre nel collocare nuove pietre dal sacchetto nel carretto o posizionare immediatamente la pietra appena acquistata nel proprio muro.

Quando tutti i giocatori hanno scelto che carta azione usare, partendo dal primo giocatore verranno tutte risolte in senso orario. La nota “strana”, ma comunque positiva, è che poi la carta azione non viene persa, ma ripresa subito in mano una volta che tutti hanno fatto il loro turno.

Una scelta un po particolare, per la quale ancora oggi ci chiediamo “ma quindi a cosa serve avere 3 carte…?”. Ma il gioco gira bene cosi, e quindi siamo tutti felici. 

A seguire ogni carretto viene spostato di una posizione, sempre in senso orario. Ecco che quindi ogni turno i giocatori avranno davanti a se sempre un carretto nuovo.

Questo flusso di gioco prosegue cosi per tutta la partita. Già da qua si comprende che YAK, non è assolutamente un titolo pesante, anzi. E’ un peso leggero dei gestione risorse, con il quale possono interagire tranquillamente anche i bambini.

Non avvengono particolari sorprese durante la partita, e gli unici imprevisti sono dati dalle tessere pietra bianche, ovvero i banchi di nebbia, i quali ogni volta che vengono estratti dal sacchetto delle pietra, fanno invertire la rotta agli yak, andando quindi a scombussolare i piani dei giocatori che si erano fatti sul carretto in arrivo.

Un altro elemento utile a movimentare il gioco è la presenza delle tessere cristallo, ovvero delle pietre come le altre ma di colore azzurro. Queste sono in sostanza dei jolly da usare durante la costruzione del proprio muro. Perfette da usare quando la tessera del colore che ci serve non vuole uscire.

La costruzione del muro è progressiva, partendo da una base di 5 pietre, salendo poi a piramide fino all’ultima fila da una sola pietra. Completare il muro significa innescare il fine partita di YAK, ed ottenere il segnalino “stupa”, valido per ottenere 3 punti bonus aggiuntivi.

La costruzione del muro è il cuore di YAK ovviamente. La posizione delle tessere in base al colore, darà vita a diverse tipologie di punteggio, dal gruppo di pietre più grande dello stesso colore adiacenti, al maggior numero di gruppi presenti nel muro stesso.

La prima volta il calcolo del punteggio potrebbe sembrare macchinoso, ma dopo le prime 2 partite diventerà tutto più chiaro.

Spendiamo infine 2 parole per la parte di YAK dedicata alla gestione risorse. Questa meccanica è presente, ed è messa in gioco grazie alla presenza del cibo.

Questo cibo potrà essere scambiato con i mercanti in cambio delle tessere pietra presenti nei loro carretti, come accennato all’inizio del nostro articolo. La particolarità di questa fase è data dal fatto che non tutti i carretti accettano lo stesso cibo.

Troverete il carretto che non accetta il pane, piuttosto di quello che rifiuta la carne. Questo sicuramente è un fattore da tenere in considerazione, specialmente riguardo il prossimo carretto che vi arriverà.

Lo stesso discorso vale anche nel momento in cui dovrete prelevare nuove tessere pietra dal sacchetto e depositarle sui carretti. E’ sicuramente importante tenere d’occhio ciò che serve agli avversari oltre a ciò che serve a voi. Riempire un carretto di pietre inutili al vostro avversario può diventare una strategia vincente.

Opinione Finale di YAK

YAK è un gioco da tavolo che prima di tutto impressiona con i suoi componenti e colori. Stenderlo sul tavolo gli farà già di suo guadagnare punti agli occhi del vostro gruppo.

Non possiamo dire lo stesso delle sue meccaniche, ma non perché brutte o perché non funzionino, anzi, il gioco gira estremamente bene e anche con un’ottima velocità, lasciando poco tempo all’attesa.

Tuttavia gira bene anche grazie alla sua semplicità e poca varietà, che potrebbe scoraggiare i più esperti dal rigiocarlo oltre le 2-3 volte.

YAK è sicuramente un entry level, adatto più alle famiglie o a gruppi con novizi al loro interno, piuttosto che agli assetati di german ultra contorti. Ciò non significa però che sfiguri. Sicuramente YAK può offrire un’ora circa di divertimento a chiunque, senza troppo pretese e aspettative.

A noi YAK è piaciuto, e sicuramente lo rigiocheremo, vivendolo per quello che è: un gioco facile con qualche piccola chicca capace di dare un minimo di varietà evitando cosi di renderlo totalmente piatto.

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