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Interpretare la parte dei cattivi ha da sempre un certo fascino, ed è proprio ciò che accade in Village Attacks, titolo cooperativo della categoria Defense Tower distribuito in Italia da Wyrd Edizioni. In Village Attacks prenderete le parti di alcuni mostri classici della narrativa fantasy a difesa del proprio castello che verrà attaccato da parte degli abitanti del villaggio vicino, ormai stanchi della vostra presenza. Vediamo in questo nuovo articolo come funziona Village Attacks e quali sono le nostre impressioni!
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Village Attacks è un titolo dalla scatola importante, ricca di contenuti, con i quali potrete vivere l’esperienza di essere un Vampiro piuttosto che una Banshee. Il vostro obiettivo sarà quello di proteggere il castello da una folla inferocita di persone armate di forconi stanche della vostra presenza cosi vicina al loro villaggio.

Stiamo parlando di un gioco cooperativo per 1-4 persone, con una serie di scenari dalla difficolta crescente da poter intavolare utilizzando le varie tessere mappa, con i più disparati obiettivi e condizioni di vittoria. Tante miniature, dadi da tirare e un unico obiettivo: resistere fino a quando il morale dei popolani non sarà cosi basso da farli demordere nell’assalto. Ma come si fa a far calare questo morale? Semplice: sterminate il maggior numero possibile di umani!

Partiamo come sempre ad analizzare l’importante contenuto della scatola di Village Attacks, per poi vedere una rapida introduzione alle meccaniche, finendo con le nostre impressioni.

Una scatola dal peso importante.

Prendere in mano la scatola di Village Attacks e sentirne il peso tra le mani la dice già lunga sulla sua componentistica.

All’interno troveremo tutto quello che serve per questa sorta di dungeon crawler incrociato con un tower defense.

Troviamo innanzitutto le tipiche tiles per creare la mappa di gioco, divise in svariate dimensioni. Grandi, piccole, corridoi ed incroci. Graficamente ben fatte, di cartoncino spesso. Nulla di miracoloso ovviamente, ma nemmeno brutte, anzi.

Investirete poi un po’ di tempo nello staccare dalle fustelle decine di token in cartoncino, usati per i disparati motivi, dai danni, ai punti esperienza, alle condizioni di stato fino ai punti di rigenerazione dei nemici.

Proseguiamo con alcuni dadi per la precisione 6 dadi standard a 6 facce usati normalmente in ogni partita e 2 dadi, sempre a 6 facce, da usare con la variante giorno/notte.

Non mancheranno nemmeno le carte, in piccolo formato usate principalmente per 3 mazzi diversi: il mazzo degli eventi, che si innescheranno in determinati momenti della partita, il mazzo delle trappole, perfette da posizionare nelle stanze del castello per aiutarvi a sterminare gli abitanti del villaggio e, ovviamente, il mazzo appunto dei popolani, che utilizzerete ad ogni round per determinare quali saranno i nemici che verranno generati nei punti prestabiliti dallo scenario in corso.

Sul fondo della scatola, sotto a tutto, rinchiuse dentro il contenitore in plastica troviamo le 66 miniature di Village Attacks. Avrete a disposizione 5 mostri (il Vampiro, la Banshee, il Lich, il Dullahan e la Succube), 5 eroi del villaggio ovvero i più potenti tra gli umani, 24 cacciatori, la classe intermedia e 32 popolani, la classica carne da macello.

Qui la prima nota dolente: molti parlano bene di queste miniature, io mi sento di dover andare controcorrente. Un plauso perché le pose sono diversificate tra loro, quindi non avrete 50+ miniature uguali tra loro, e persino il sesso cambia, variando tra uomo e donna nella stessa categoria di personaggi. Tuttavia la plastica di queste miniature non è eccelsa. Troverete più di qualche minia piegata, un po’ anche a causa di diversi elementi veramente sottili e fragili come spade ed altre armi. A noi dopo 2 partite la Succube si è letteralmente staccata dalla basetta e siamo stati costretti a riattaccarla con la colla proprio perché diversi personaggi hanno una base di appoggio sulla basetta veramente insignificante e quindi troppo debole.

Ma il problema più grosso di tutti sono le basette colorate. Non sono di plastica rigida, ma gomma. Incastrarle nelle basi dei personaggi è un calvario, difficile e di conseguenza pericoloso perché aumenta notevolmente il rischio di spezzare la miniatura. Da questo punto di vista il lavoro componentistico è davvero pessimo.

Il regolamento per finire è abbastanza esaustivo, anche se ci sono alcuni elementi che secondo noi risultano essere fondamentali, inseriti invece alla fine, nel capitolo delle regole avanzate. Se avessimo saputo fin da subito che a seconda del numero di mostri giocanti ci sono dei modificatori da applicare al numero di popolani che ogni round tornano in gioco sarebbe stato meglio.

Come si gioca a Village Attacks?

Village Attacks è un titolo come abbiamo detto cooperativo. La prima cosa quindi che i giocatori dovranno fare sarà scegliere lo scenario da giocare (tenendo conto che i primi sono introduttivi e privi di alcune meccaniche per insegnare gradualmente il gioco) e quali mostri utilizzare.

Una volta messa in piedi la mappa e assegnato i rispettivi componenti del mostro scelto ad ogni giocatore, sarete pronti ad iniziare la partita.

I mostri partono sempre nella tessera identificata essere come il Cuore del Castello. Essa è la vostra stanza di partenza, l’unica stanza nella quale potete usare la magia per curarvi ed è anche il punto di respawn nel caso in cui il vostro personaggio muoia.

Il Cuore del Castello è anche il vostro indicatore di sopravvivenza. In ogni scenario infatti (tranne qualcuno con regole speciali) il Cuore del Castello parte con X punti vita, che verranno tolti ogni volta che un gruppo di popolani arriva entro raggio d’attacco. In quel caso essi invece di bersagliare le vostre miniature, attaccheranno direttamente la stanza, infliggendo danni al Cuore del Castello. Raggiunti i 0 punti, la partita sarà persa.

Allo stesso modo, ci sarà un indicatore simile per il Morale degli Abitanti del Villaggio. Ogni volta che uccidete un umano, il morale del villaggio calerà. Raggiunto lo zero, gli abitanti del villaggio saranno demoralizzati, e smetteranno di attaccare il castello, dandovi cosi la vittoria.

Le mappe sono modulari e differenti in ogni scenario, ed ogni tessera, indipendentemente dalla forma è una stanza, la quale potrà ospitare infinite miniature. Qualche stanza sarà influenzata da indicatori di stato, i quali potrebbero causare danni ulteriori sia ai mostri che agli umani. Inoltre saranno presenti diversi punti di rigenerazione che verranno attivati alla fine di ogni round per reintegrare le file degli abitanti del villaggio.

Il round di Village Attacks si divide in 3 fasi:

  1. Fase dei mostri: in questa fase i giocatori svolgono il proprio turno una volta attivando il proprio mostro. Si tirano i 6 dadi e si decide come consumare i risultati ottenuti nell’ordine che si vuole. Per mitigare un po’ il malessere provocato dai risultati schifosi che si otterranno ogni volta che avrete bisogno di altro, il gioco prevede la possibilità di ritirare 3 dadi quando si ottiene lo stesso risultato. In alternativa potrete utilizzarli per sferrare attacchi in mischia nella stessa stanza e attacchi a distanza a una casella di distanza. Avrete poi i simboli magia per attivare le abilità presenti sulla vostra plancia o per curarvi ferite e status alterati nel Cuore del Castello. Sono presenti inoltre simboli difensivi da utilizzare in previsione di futuri attacchi nella fase successiva. Con gli scudi potete difendere fino a 2 danni provenienti da una singola fonte, mentre con la vendetta incasserete i danni, ma potrete restituire al nemico lo stesso numero di danni subiti. La faccia contenente la fiaccola invece attiverà gli abitanti del villaggio, obbligandovi a far avanzare una miniatura per dado dei nemici più distanti dal Cuore del Castello. I mostri possono anche spostarsi di un massimo di caselle indicato sulla propria plancia, spendendo un qualsiasi dado. Un dado equivale a uno spostamento (tranne i dadi con il simbolo fiaccola).

    Sempre in questa fase otterrete anche esperienza sulla base della tipologia di nemico sconfitto. Ogni personaggio sale di livello quando raggiunge X punti esperienza e può immediatamente acquistare una nuova abilità o potenziarne una già acquisita.

    In alternativa potrete anche spendere i dadi, nel caso in cui abbiate il risultato richiesto, per acquistare e piazzare in gioco le trappole. Contrariamente dal punto di vista tematico, che solitamente vede l’uso delle trappole come un’arma aggiuntiva utilizzata dagli esseri umani per sconfiggere i mostri (tipo The Witcher), in Village Attacks il funzionamento è l’esatto contrario. Sarete voi nei panni dei mostri e proprietari del castello, a poter acquistare le trappole e piazzarle in gioco. Esse verranno attivare SEMPRE quando un abitante del villaggio termina il movimento su di essa. Tuttavia farà danno solo e soltanto se la trappola colpisce quella determinata categoria di abitante. Per assurdo un cacciatore potrebbe attivare una trappola e farla semplicemente innescare senza risultato, in quanto la trappola colpisce solamente i popolani.

    Village Attacks

  2. Fase degli abitanti del villaggio: quando tutti i mostri si sono attivati, tocca agli umani. Ogni abitante del villaggio in gioco si attiva, prima attaccando e poi a prescindere dall’esito dell’attacco si sposterà di una casella verso il Cuore del Castello. I mostri che subiranno attacchi in questo momento spenderanno i dadi precedentemente tenuti in difesa. Gli abitanti del villaggio infliggono danni a seconda della categoria di appartenenza, fino ad arrivare agli Eroi i quali possiedono una carta dedicata con le caratteristiche indicate su di essa.

    Molto bella la meccanica del “tipo” che prevede che i Cacciatori e gli Eroi del villaggio infliggano danni extra quando attaccano i mostri del tipo corrispondente. Ovviamente l’obiettivo degli umani è attaccare il Cuore del Castello, per questo esiste anche un sistema di priorità che determina gli obiettivi in fase di attacco dei nemici.

    In questa fase potrebbero anche essere innescate le trappole precedentemente piazzate dai mostri. Effetto e altre informazioni sono riportate sulla carta trappola stessa.

    Successivamente a tutto questo, chiude questa fase il ripristino degli abitanti del villaggio. Per ogni punto di rigenerazione presente sulla mappa, verrà pescata una carta dal mazzo degli abitanti del villaggio, la quale vi indicherà tipologia e numero di miniature da inserire in quella determinata casella.

  3. Fase di ripristino: la classica fase di fine round nella quale vengono rimossi eventuali segnalini di stato ormai esauriti e viene pescata (se possibile) una nuova carta trappola a disposizione per i mostri.

    In questa fase viene anche fatta avanzare la ruota degli eventi di un numero pari al numero di mostri presenti in gioco. Alcuni scenari (quasi tutti) prevedono che venga pescata una carta dal mazzo eventi quando si raggiunge un determinato numero sulla ruota degli eventi.

    Se le condizioni di vittoria non sono ancora state raggiunte, si passerà la moneta del primo giocatore al successivo giocatore e si procederà con un nuovo round.

Impressioni finali di Village Attacks

Village Attacks è un gioco relativamente semplice da apprendere, senza esasperare i giocatori con decine di variabili da tenere in considerazione. E nella sua semplicità trova anche probabilmente il difetto più grande, ovvero una completa e indiscriminata dipendenza dai dadi. Il vostro turno intero dipende dal loro risultato, e nonostante la possibilità di arginare lievemente il tutto con la regola di ritiro quando si ottengono 3 risultati uguali, capiterà più di una volta di trovarvi ad affrontare il cosiddetto “turno inutile”, dove avreste avuto bisogno di UN SOLO risultato, restando invece a bocca asciutta.

Tuttavia l’anima di Village Attacks è leggera, rendendolo un gioco alla portata di tutti, da intavolare in un’ottica molto simile a quella di Zombicide, dove lo scopo è massacrare senza tanti pensieri, divertendosi prendendo quello che viene con filosofia. Se visto in quest’ottica, allora è possibile trascurare il difetto precedentemente citato.

Decisamente apprezzato il fatto che la morte di uno dei giocatori non determina la fine della partita come accade in altri giochi simili, ma semplicemente causa la perdita di 2 punti vita al Cuore del Castello, permettendo al mostro in questione di rientrare. Questo fa si che la partita prosegue fino alla fine sia in caso di sconfitta che di vittoria indipendentemente dalla disfatta di uno o più giocatori.

Peccato per le abilità dei mostri, solamente 3 e a volte nemmeno cosi utili, rendendo di fatto quello che poteva essere un elemento di attrazione nella scelta di un mostro piuttosto che un altro, un elemento invece secondario.

Una cosa molto bella è la durata delle partite. I downtime sono davvero ridotti e il gioco scorre veloce. Alcuni scenari potreste arrivare a terminarli anche in meno di un’ora. Difficilmente stare al tavolo ore e ore nell’agognante attesa che la partita termini.

Purtroppo il l’elenco di note positive si blocca, e Village Attacks inciampa su 2 elementi importanti: le miniature a discapito di ciò che ho letto in rete, non sono buone. La plastica è fragile, le pose sono ricche di diversità causandone però anche diversi problemi di curvature e parti deboli che tengono a spezzarsi. Le basette colorate non sono in plastica rigida, ma in gomma. Fanno schifo, sono sformate e difficili da incastrare, rischiando a volte di spezzare le miniature con una base di attacco sottile. Veramente una pessima scelta.

Ma la parte che più fa incazzare è quella relativa al numero di scenari. Nel regolamento trovate 14 scenari giocabili. I primi 4 sono introduttivi e quindi privi di tutte le meccaniche. Ne rimarrebbero 10, se non fosse che gli ultimi 4 possono essere giocati solo se in possesso di un’espansione. Lo stesso discorso vale per alcune delle regole avanzate che possono essere applicate sempre e solo se in possesso di questa espansione. Una scelta orribile, che sa di presa in giro nei confronti di chi, a prezzo pieno, ha sborsato 90€ per questo titolo.

Concludiamo che Village Attacks è un titolo divertente, da fare in compagnia con una bella birra in mano o assieme ai propri figli se si cerca un cooperativo non invasivo che permette di includere qualsiasi giocatore al tavolo. Sarebbe stato ancora di più se non fosse per i difetti elencati, ma come si dice “nessuno è perfetto” e questo vale anche per Village Attacks. Un gioco che ci sentiamo di promuovere con una nota di fastidio che difficilmente riusciremo però a toglierci a causa di quei pochi, ma importanti difetti citati.

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