Dopo aver hackerato Gene.sys nella nostra recensione del gioco base, è quindi arrivato il momento di preparare nuovamente Avatar e virus. Questa volta l’obiettivo sarà spingersi oltre il livello 966, verso il luogo in cui il sistema sembra nascondere i suoi segreti più oscuri.
Il database di Gene.sys sta per riaprire le proprie porte. Ma questa volta, ad attendere i Breacher nelle profondità della rete, ci sarà qualcosa di molto più pericoloso di un semplice sistema di sicurezza.
The Breach torna su Gamefound con una ristampa e una nuova espansione
La nuova campagna di Ludus Magnus Studio avrà una doppia funzione. Da una parte permetterà a chi non possiede ancora il gioco di recuperare la ristampa di The Breach; dall’altra introdurrà Hellcore, una nuova espansione pensata per ampliare contenuti, possibilità tattiche e modalità di gioco. La pagina ufficiale presenta infatti il progetto come la ristampa della campagna originale accompagnata dalla nuova espansione e da un imponente modello centrale.
Si tratta quindi di un ritorno particolarmente interessante sia per i nuovi giocatori sia per chi conosce già Gene.sys e desidera affrontarne una versione più ampia e narrativa.
La campagna è disponibile sulla pagina ufficiale di The Breach: Reprint & Hellcore Expansion su Gamefound.
Un passo indietro: che cos’è The Breach?
Prima di addentrarci nelle novità di Hellcore, facciamo un rapido passo indietro.
The Breach è un gioco da tavolo competitivo ambientato in un futuro controllato dalla potente Achab Corporation. La sua egemonia dipende dall’accesso a Gene.sys, un misterioso database di origine sconosciuta contenente informazioni e conoscenze dal valore incalcolabile.
I giocatori interpretano i Breacher, hacker specializzati che tentano di penetrare nella rete per sottrarre informazioni e aumentare il proprio prestigio. La sicurezza di Gene.sys è però affidata ad A.R.M., il Firewall sviluppato dalla corporazione per individuare e contrastare ogni tentativo di intrusione.
Ogni giocatore controlla contemporaneamente due elementi differenti: il Breacher, ovvero la persona fisicamente collegata al sistema, e l’Avatar che ne rappresenta la presenza all’interno del database. Questa separazione crea uno degli aspetti più originali del gioco, perché la gestione e la crescita del Breacher si intrecciano con le capacità tattiche dell’Avatar scelto per affrontare la rete.
Durante la partita bisogna esplorare Gene.sys, muovere il proprio Avatar, affrontare le difese digitali, infettare le aree del sistema e raccogliere preziose informazioni. L’esperienza combina gestione delle risorse, poteri variabili, movimento su una mappa modulare e scontri contro I.C.E. e Guardiani.
Nella nostra recensione di The Breach avevamo apprezzato soprattutto la profondità strategica, la particolarità dell’ambientazione e il notevole impatto visivo delle miniature bicolore in resina semitrasparente. Potete recuperare l’approfondimento completo nell’articolo The Breach: un database da hackerare, ma occhio al Firewall!.
Hellcore introduce una vera modalità Storia cooperativa
La novità più importante di Hellcore è l’introduzione dello Story Mode, una campagna cooperativa per 1-4 giocatori articolata attraverso diverse Incursioni collegate tra loro.
Non saremo quindi davanti a una semplice sequenza di scenari indipendenti. Durante la campagna i Breacher potranno crescere, adattarsi e sviluppare nuove capacità insieme agli altri componenti della squadra. Le decisioni e i risultati raggiunti nel corso delle Incursioni contribuiranno inoltre a determinare il finale ottenuto dai Breacher.
È un cambiamento rilevante per un gioco nato con una forte anima competitiva. Hellcore non cancella quella natura, ma sembra volerla affiancare con un’esperienza cooperativa più strutturata, nella quale affrontare Gene.sys come una squadra e osservare la crescita dei propri personaggi nel corso di una storia più ampia.
L’inserimento di una campagna potrebbe inoltre valorizzare ulteriormente l’ambientazione. Il mondo di The Breach possiede infatti tutti gli elementi per sostenere una narrazione di questo tipo: una corporazione onnipotente, un database misterioso, hacker specializzati e un’intelligenza artificiale progettata per eliminare qualsiasi intruso.
Il sistema delle Patch e la progressione dei Breacher
Uno degli elementi centrali della nuova modalità Storia sarà il sistema delle Patch.
Ogni giocatore avrà a disposizione un set dedicato composto da 17 Carte Patch, organizzate in quattro categorie e sviluppate su tre livelli. Raccogliendo Informazioni durante le Incursioni sarà possibile sbloccare nuove Patch e migliorare progressivamente le capacità del proprio Breacher.
La configurazione creata accompagnerà il personaggio durante l’intera campagna. La progressione sarà quindi legata al Breacher e non all’Avatar utilizzato nella singola missione.
Questa distinzione apre possibilità tattiche particolarmente interessanti. Lo stesso Breacher potrà continuare a evolversi nel corso della storia, mentre il giocatore sarà libero di cambiare Avatar tra una partita e l’altra, sperimentando combinazioni, ruoli e strategie differenti insieme al resto della squadra.
La scelta sembra perfettamente coerente con l’identità del gioco base. Il Breacher rappresenta infatti la mente dietro la connessione, mentre l’Avatar è lo strumento impiegato per muoversi e combattere all’interno di Gene.sys.
Baal: una nuova minaccia nel cuore della rete
Hellcore introdurrà anche un nuovo e gigantesco Guardiano chiamato Baal.
La pagina della campagna insiste sulla presenza di un grande modello centrale, mentre la descrizione dell’espansione identifica Baal come una delle principali minacce che i Breacher dovranno affrontare all’interno della rete.
Non sono ancora stati resi pubblici tutti i dettagli relativi al suo funzionamento, ma appare evidente che Baal avrà anche un ruolo scenografico importante. Una scelta che segue la filosofia produttiva di Ludus Magnus Studio, editore che indica miniature, componentistica e ricerca meccanica tra gli aspetti centrali delle proprie produzioni.
Nel gioco base il Guardiano rappresentava già uno degli elementi più imponenti sul tavolo. Con Baal, Hellcore sembra voler spingere ulteriormente questa componente, offrendo un nuovo avversario capace di dominare fisicamente l’area di gioco.
Nuovi I.C.E. e nuovi Avatar
La discesa nell’Hellcore non sarà ostacolata soltanto da Baal.
Tra i contenuti annunciati troviamo anche gli Spriggan I.C.E., nuove difese digitali pronte a contrastare l’avanzata dei Breacher. A questi si aggiungerà Agorix, un nuovo Avatar che introdurrà ulteriori possibilità per affrontare ed esplorare il database.
La combinazione tra nuove minacce, Avatar aggiuntivi e progressione tramite Patch dovrebbe aumentare le opzioni disponibili durante le Incursioni. Hellcore sembra quindi interessata non soltanto ad ampliare quantitativamente The Breach, ma anche a creare nuove interazioni tra gli elementi del sistema originale.
Il gruppo potrà modificare la propria composizione da una missione all’altra e adattare gli Avatar utilizzati alle necessità dello scenario, mantenendo al tempo stesso i progressi ottenuti dai singoli Breacher.
Hellcore sembra l’evoluzione naturale di The Breach
La prima incursione in Gene.sys ci aveva mostrato un gioco dalla forte personalità, capace di distinguersi grazie a una particolare fusione tra ambientazione cyberpunk, gestione delle risorse e combattimento tattico.
Hellcore sembra voler partire proprio da queste fondamenta per costruire qualcosa di più ampio.
La modalità Storia promette di dare maggiore continuità alle Incursioni, mentre le Patch introdurranno una crescita persistente senza rinunciare alla libertà di cambiare Avatar. Baal, gli Spriggan I.C.E. e Agorix contribuiranno invece ad ampliare minacce e possibilità operative all’interno del database.
L’elemento più interessante resta però la trasformazione dell’esperienza. Da una parte continueremo ad avere il competitivo net-crawler che già conosciamo; dall’altra potremo finalmente affrontare Gene.sys come una vera squadra, seguendo una campagna e sviluppando i Breacher partita dopo partita.
Non resta quindi che preparare la connessione, aggiornare i nostri sistemi e attendere l’apertura della nuova breccia.
Gene.sys ci sta chiamando di nuovo.
Questa volta, però, la destinazione è l’Hellcore.