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Se come noi siete amanti della tipologia di giochi Dungeon Crawler, allora non potete lasciarvi sfuggire Lobotomy 2: Manhunt, un cooperativo pieno zeppo di miniature e dati, il tutto ambientato su delle tesserone sulla falsa riga di Zombicide. Modalità campagna, missioni singole, un sistema a tempo che vi starà continuamente con il fiato sul collo e alcuni tra i personaggi più iconici di videogiochi, serie tv e film, tutto riunito e mescolato a dover all’interno di un ospedale psichiatrico. Sembra già folle no?
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Lobotomy 2: Manhunt è un bellissimo calderone di elementi uscito davvero bene, dove i ragazzi di Titan Forge sono riusciti ad amalgamare diversi concetti tra di loro per farli convivere all’interno di un unico gioco. La sensazione che Lobotomy 2: Manhunt infatti trasmette è quella di tante meccaniche e concetti già visti, ma finalmente riuniti in un unico posto. Nulla di nuovo quindi, ma solo una grande capacità nel mixare il tutto.

Tutto ciò ovviamente non rende questo pesante (nel senso letterale del termine) gioco da tavolo un titolo privo di difetti. Procediamo quindi con una bella analisi di questo inquietante e un po’ folle boardgame.

Cosa troviamo nella scatola di Lobotomy 2: Manhunt?

Aprire la scatola di Lobotomy 2: Manhunt è un’esperienza da ricovero (cit.), nel senso buono però. La scatola è grande e pesante, decisamente fuori scala e dentro c’è di tutto. C’è così tanto materiale che, ve lo anticipiamo subito, non riuscirete a riporlo dentro a patto di qualche piccolo sacrificio.

Ma prima di iniziare con la carrellata dei componenti è bene fare una piccola precisazione: Lobotomy 2: Manhunt non è in italiano, ma solo in lingua inglese. Fortunatamente per voi, nel caso in cui la lingua anglosassone rischi di farvi inciampare continuamente, su boardgamegeek troverete uno splendido ma soprattutto completo lavoro di traduzione in italiano.

Regolamento, libro degli scenari, schede dei personaggi e ogni singola carta, tutto tradotto nel suo layout grafico originale. Ciò significa che con una normale stampante casalinga e un po’ di pazienza nel tagliare tutto, potreste avere una copia perfettamente italianizzata del gioco.

Torniamo alla componentistica.

Come anticipato, il materiale dentro la scatola di Lobotomy 2: Manhunt è davvero molto.

Avrete a che fare con moltissimi token in cartoncino: segnalini danno, follia, farmaci, cianfrusaglie, potenziamenti o depotenziamenti degli attributi, una valanga di segnalini generici utilizzati in maniera specifica da determinati scenari, segnalini numerati o con lettere per individuare punti d’interesse sulla mappa e avanti così. Per non parlare poi delle porte e delle brecce nel muro: una valanga.Sono tanti e proprio per questo motivo vi consiglio i classici porta minuterie in plastica con gli scomparti. Amazon ne è pieno.

Restando in tema cartoncino ci saranno poi le enormi tessere delle mappe. Tutte con stampa fronte/retro ovviamente, le userete per creare le mappe sulle quali prenderanno vita le vostre avventure. La loro dimensione è praticamente quella delle tessere di Zombicide, pertanto se conoscete questo gioco vi ritroverete subito.

Una volta defustellato i token e riposto le tessere mappe da parte, avrete a che fare con tutta la parte dedicata alle carte. Le carte di Lobotomy 2: Manhunt sono veramente molte. Nel formato standard avrete armi, equipaggiamenti, abilità, carte evento e carte storia e chi più ne ha più ne metta. La parte artistica è fenomenale: illustrazioni e stile sono perfetti per un gioco di questo tipo, capaci di portare l’ironia in un’ambientazione che di ironia dovrebbe averne poca. 

Le uniche carte più grandi come formato sono quelle dei personaggi che utilizzerete durante le missioni e quelle dei boss. Qui forse si sarebbe potuto fare qualcosa di meglio. Mentre le carte dei boss vanno bene così (la dimensione è giusta ed oltre ai segnalini danno e status non c’è altro da posizionarci sopra), quelle dei personaggi sono proibitive. A un certo punto della partita sarete letteralmente impestati da segnalini danno, follia, farmaci, cianfrusaglie, potenziamenti ecc… Un po’ troppo confusione su una scheda dalle dimensioni così contenute. Sicuramente una soluzione alternativa per tenere tutto più in ordine si sarebbe potuta trovare.

Arriviamo così sul fondo della scatola dove 2 vassoi e mezzo di miniature vi aspettano. Questo è secondo me il secondo tasto dolente lato componenti. Le miniature non sono male, ci teniamo a sottolinearlo, tuttavia non è la qualità a cui siete abituati con altri Dungeon Crawler di altri editori. Il dettaglio non è molto alto, specialmente sugli elementi più piccoli. Questa cosa la si nota subito prendendo in mano le miniature più grandi dei boss: molto lisce, poco dettagliate. Nulla di tragico, tuttavia se siete manici delle miniature sappiate che la qualità di quelle presenti in Lobotomy 2: Manhunt vi lascerà con un po’ di amaro in bocca.

Chiudiamo la sezione componenti con i manuale presenti all’interno. Troverete 3 libroni dal formato quadrato ed enorme. Occupano infatti l’intera superficie della scatola. Regolamento, libro degli scenari per la modalità campagna e il libro dell’incubo quotidiano, la modalità one shot. Sono tutti scritti molto bene, ricchi di esempi e tutto quello che vi serve per imparare a giocare. Vi consigliamo di stampare e ritagliare le ultime pagine presenti nel libro degli scenari: troverete le “reference cards” (enormi anche queste) da tenere sotto mano. Vi aiuteranno molto durante le prime partite.

Come funziona Lobotomy 2: Manhunt?

Abbiamo visto l’enorme quantità di materiale che troverete dentro la scatola di Lobotomy 2: Manhunt, ma come funziona?

Dal punto di vista del flusso di gioco Lobotomy 2: Manhunt, è il classico dungeon crawler nel quale dovrete riuscire a completare lo scenario alternando la fase degli eroi (o in questo caso dei vostri pazienti), a quella dei nemici. Qui in particolare potrete scegliere tra 2 modalità di gioco, molto simili tra loro con qualche piccola variazione lato preparazione: la modalità campagna, affidandovi al libro degli scenari, un ottimo modo per apprendere il gioco grazie allo scenario 1 o meglio “introduttivo”, oppure la modalità incubo quotidiano, missioni one shot con scenari più brevi.

Il setup come abbiamo detto è abbastanza simile ma in questo articolo vedremo quello dedicato alla modalità campagna.

Ogni giocatore sceglie il personaggio che vuole utilizzare prelevando la sua scheda eroe, la miniatura, una carta arma base (fionda, pergamena o bottiglia rotta) e una carta equipaggiamento base (la camicia di forza). Sulla scheda eroe andrà inoltre a disporre un segnalino farmaco (utilizzati per aumentare il numero dei dadi nei tiri di attacco, difesa o test) e un segnalino cianfrusaglia (usati per potenziare l’equipaggiamento) casuali. Oltre a tutto ciò dovrete anche prendere la prima carta da 2 dei 4 mazzi abilità (quale dei 2 mazzi è indicato sulla carta eroe). Queste saranno le vostre abilità iniziali.

Fatto ciò dovrete disporre il tracciato del Capoccia, ovvero una serie di 12 carte a faccia in giù (nascoste) su 2 file da 6. La sesta carta dovrà essere sempre “Aura di Follia” già scoperta. La miniatura del Capoccia va disposta fuori dal tracciato vicino la prima carta. Questo tracciato è il vostro segnatempo. Durante ogni round e ogni volta che un eroe muore, il Capoccia avanza di una carta rivelandola e innescando l’evento scritto. Se il Capoccia esce dal tracciato dopo aver passato tutte le 12 carte, nel 90% dei casi la partita termina con la vostra sconfitta.

Il resto del setup deriva da quanto indicato sul libro degli scenari che vi dirà quale o quali tessere mappa iniziali dovrete disporre sul tavolo, il punto di partenza degli eroi, eventuali nemici già presenti sulla mappa (per i quali prenderete le rispettive carte mostro), porte, brecce nel muro e segnalini vari. Inoltre dovrete prelevare dal mazzo storia il mazzo di carte dedicato agli eventi di quel scenario. Il libro stesso vi indicherà quando girare una nuova carta e su di essa troverete aggiornamenti di obiettivi, piccoli eventi e cause/effetto delle vostre azioni.

Tornando al flusso di gioco il round di gioco sarà diviso in 2 grandi fasi, quella degli eroi e quella dei nemici, sia che decidiate di giocare in modalità campagna, oppure incubo quotidiano.

Nella fase degli eroi ogni giocatore svolgerà il proprio turno usando il personaggio scelto a inizio partita. Qui potrà spendere 3 punti azione per compiere svariate azioni tra cui:

 

  • Movimento: potete spendere 1 punto azione e ottenere 2 punti movimento. Con questi 2 punti potete spostarvi ortogonalmente sulla mappa oppure aprire le porte.
  • Scambio: azione gratuita con la quale potrete scambiare praticamente tutto con un eroe alleato nella nostra stessa casella.
  • Saccheggio: potete pescare un segnalino cianfrusaglia gratuito dal sacchettino. Utili da accumulare per potenziare armi e armature.
  • Attacco: la classica azione per arrecare danni ai nemici. Vi verrà chiesto di lanciare i dadi sulla base dell’arma che state usando. Allo stesso tempo tirerete anche i dadi di difesa del bersaglio. Qui ovviamente entrano in campo diversi fattori come bonus dell’arma, bonus del nemico e ovviamente i simboli che possono uscire dai dadi.
  • Ricerca: lungo la mappa ci saranno diversi contenitori, le classiche casse del tesoro. Scegliendo di girarli andrete a tirare tanti dadi quanto il vostro valore di creatività (indicati sulla scheda personaggio). Ad ogni stella corrisponde un successo e sulla base del loro totale il segnalino del tesoro vi indicherà a cosa potrete aspirare di ottenere tra armi, armature e farmaci.
  • Abilità: potete spendere un punto azione per innescare le abilità presenti sulle vostre carte. Si tratta di un valido aiuto che però va usato nel momento giusto in quanto ci sarà poi un costo di ricarica da attendere per poter usare nuovamente l’abilità stessa, e andrà pagato in termini di turni nei quali non potrete usarla.
  • Ottenere Carte Disturbo: queste carte sono le abilità del punto precedente. Il vostro personaggio può averne al massimo 4 provenienti dai mazzi indicati sulla tessera personaggio stessa. Nel vostro turno gratuitamente potrete scartare 6 segnalini follia (ottenibili dai dadi e sconfiggendo i nemici) per pescare una nuova carta.
  • Migliorare una carta: i vostri equipaggiamenti e armi potranno essere migliorati. Sulle carte stesse ci saranno potenziamenti sbloccabili. Per farlo basterà spendere il numero e il tipo di cianfrusaglie indicati sulla carta.
  • Migliorare un attributo: ogni personaggio possiede 4 attributi come forza, velocità, creatività e intelligenza. Questi attributi vengono utilizzati per sapere quanti dadi tirare con la vostra arma (le armi infatti fanno riferimento a un certo attributo) e in determinati test da eseguire. Con questa azione potete migliorare l’attributo dandogli un +1 aumentando il numero di dadi da tirare.
  • Migliorare il personaggio: raggiunta la metà della partita, se avrete completato la quest personale del vostro personaggio (indicata sulla carta eroe), potrete potenziarlo, andando a girare la carta eroe, sulla quale saranno presenti attributi migliori e abilità più potenti.
  • Cambio armamentario: un’azione gratuita da fare una volta per turno con la quale potrete sostituire le vostre armi ed equipaggiamenti se necessario.

Come vedete questo è sicuramente un pregio di Lobotomy 2: Manhunt. Ci sono veramente tante cose che potete fare con il vostro personaggio ma senza cadere nella confusione. A partita inoltrata vi troverete con diversi equipaggiamenti e abilità che vi permetteranno di trovare quasi sempre una scappatoia o una soluzione al problema che dovrete affrontare.

Una volta che tutti i partecipanti avranno svolto il loro turno, sarà la volta della Fase dei Nemici. Anche questa fase è divisa in più sottofasi che vanno risolte in ordine. Innanzitutto viene fatto avanzare il Capoccia sul tracciato. Il vostro tempo si riduce quindi. Di conseguenza viene anche scoperta la nuova carta su cui si trova. Sono praticamente sempre effetti che vanno contro i giocatori. Basterà leggere il testo e tenere presente quanto scritto per il round a venire.

Subito dopo andranno gestiti i boss. Questi ultimi si muovono e attaccano nello stesso momento. Prima si sposteranno verso l’eroe più vicino sulla base del loro valore di movimento (se necessario) e poi attaccheranno. Ogni boss ha la sua carta con indicate tutte le specifiche da prendere in considerazione per gestire il suo turno.

Dopo che i boss avranno concluso, toccherà ai mostri base ed elite rappresentati da delle carte più piccole. Questo perché possiedono molte meno caratteristiche, il più delle volte riconducibili a qualche semplice icona di effetti particolari legati all’attacco e alla difesa. Tuttavia a differenza dei boss, i mostri base ed elite faranno solo il movimento.

A seguire ci sarà la fase di generazione. Ogni eroe pesca una carta generazione ed inserisce sulla mappa nel luogo indicato più vicino alla sua miniatura il mostro indicato sulla carta. Ciò significa che se giocate in 4 entreranno sempre 4 nemici. Le carte generazione possono includere anche qualche carta evento o simili. In tal caso basterà seguire il testo della carta o, se sarete più fortunati, semplicemente ignorare la generazione del mostro per quell’eroe.

Dopo la generazione, tutti i mostri base ed elite in gioco che saranno in range d’attacco, colpiranno gli eroi. Bisogna stare quindi molto attenti perché questo riguarda anche i nemici appena entrato in gioco che potrebbero essere comparsi così vicino agli eroi da permettergli di colpire.

Questo è il flusso di gioco e la partita proseguirà in questo modo fino al completamento degli obiettivi da parte degli eroi oppure fino al raggiungimento del dodicesimo spazio sul tracciato da parte del capoccia, con conseguente sconfitta.

Opinione finale di Lobotomy 2: Manhunt

Il primo impatto con Lobotomy 2: Manhunt è stato (non so perché) devastante. Mi sono ritrovato a rileggere il regolamento più volte, ma questo molto probabilmente perchè leggendolo da schermo non sono riuscito a fissarmi in testa diversi concetti. Ho fatto davvero fatica inizialmente, e sono sincero, l’ho anche mollato lì un paio di settimane prima di rimetterci la testa.

Poi però nel momento in cui la mia “follia” è cessata, sono riuscito ad ingranare giocando la prima partita, e le soddisfazioni sono subito arrivate. Le partite di Lobotomy 2: Manhunt sono purtroppo lunghe, questo è un dettaglio che è meglio affrontare subito. Il flusso di gioco è molto liscio e privo di chissà quali problematiche, ma ricordo che il gioco comprende anche una parte narrativa, non invasiva come in altri giochi, ma presente. Questo si sente specialmente nella modalità l’Incubo Quotidiano, dove oltre ai classici paragrafi da leggere presenti nel libro di riferimento, c’è da gestire tutta la parte delle carte incubo che vi faranno saltare da un paragrafo all’altro durante tutta la partita. Il pro di questa modalità è che la mappa è già completamente disposta sul tavolo, proprio come in zombicide, a differenza invece della modalità campagna dove la mappa viene creata con l’avanzare della partita.

Sorpassato questo “ostacolo” se così vogliamo chiamarlo, il gameplay è davvero divertente. I vostri personaggi potranno contare su di un bel numero di azioni tra cui scegliere e grazie alle carte abilità, riuscirete anche a dare un’identità ad ogni personaggio. Avrete quello che mena come un caco, il personaggio che colpisce da distante e quello che da supporto e cura gli alleati. Insomma, per essere un ospedale psichiatrico invece della classica ambientazione fantasy medievale, c’è una bella diversificazione.

Lobotomy 2: Manhunt inoltre non si riduce a un semplice “tira i dadi e uccidi tutto”. 

La presenza del tracciato con il Capoccia che si sposta su di esso regola le partite con un numero ben definito di round (nella maggior parte dei casi) inserendo così un senso di fretta nei giocatori. Molte volte la soluzione migliore sarà la fuga, evitando i combattimenti per non perdere prezioso tempo, dedicandosi invece all’abbattimento di un boss per esempio. In tutto questo anche il fattore ambientale gioca il suo ruolo: le innumerevoli porte, le brecce nel muro e le stanze stesse vanno usate con sapienza così da rallentare i nemici facendogli compiere percorsi più lunghi.

Le meccaniche di gioco sono quindi molto buone, o meglio, sono equilibrate e rispecchiano le caratteristiche dei classici dungeon crawler, prendendo tuttavia una serie di elementi già visti in altri titoli, e mischiandoli sapientemente. Ne esce un gioco con molti elementi, tante carte, diversi dettagli, equipaggiamenti potenziabili, abilità in continuo crescere e personaggi che possono diventare più forti da metà partita in poi a patto che riusciate a completare la loro missione personale.

Dal punto di vista dei componenti abbiamo una scatola grossa e pesante, così piena che noi siamo stati costretti a buttar via un inserto in plastica per le 4-5 miniature grosse dei boss per farci rientrare tutto. Le carte sono tantissime, i token pure e le tiles della mappa sono belle grandi e ben disegnate. Tutto il comparto artistico è eccezionale e vi divertirete parecchio da usare una versione in mutande di Gandalf armato di scopettone piuttosto che un John Wick con tanto di peluche a forma di cane sottobraccio. 

Vorremmo poter dire lo stesso della qualità delle miniature che purtroppo non risulta essere molto dettagliata. Ovviamente non fanno schifo, ma abbiamo visto miniature molto più curate di queste. Nulla che vada a incidere sul fronte divertimento, ma ai puristi potrebbe giustamente far girare le scatole.

Lobotomy 2: Manhunt è un gioco da tavolo che ci è piaciuto molto e che continuiamo a giocare molto volentieri. Non esiste una versione italiana, ma se doveste essere interessati, su bgg avrete la possibilità di scaricare tutti i file tradotti nei layout originali del gioco. Con un po’ di pazienza e un minimo di manualità potreste avere un’ottima versione completamente italiana.

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