Il Signore degli Anelli: La Riconquista del Tesoro - scheda del gioco
Anno
2025
Giocatori
1 - 4
Durata
30 minuti
Autori
Reiner Knizia
Artisti
Lorenzo Colangeli
Distributore
Asmodee Italia
Il Signore degli Anelli è un titolo ormai familiare praticamente a chiunque su questo pianeta. Un successo mondiale che nel corso degli anni ha visto la realizzazione di ogni cosa possibile ed immaginabile. E nonostante tutto ancora oggi si riescono a realizzare novità sfruttando il bellissimo universo creato da Tolkien.
Ed è proprio con questo principio che oggi siamo qui a parlarvi di Lo Hobbit: la Riconquista del Tesoro, gioco da tavolo fresco fresco di questo periodo per 1-4 giocatori, distribuito in Italia da Asmodee il quale vi vedrà ripercorrere – armati di pennarello cancellabile – le avventure di Bilbo Baggins e la bizzarra compagnia di nani guidati da Thorin Scudodiquercia, il tutto all’interno di 8 scenari giocabili in sequenza o nell’ordine che preferite.
Cosa c’è dentro la scatola di Lo Hobbit: la Riconquista del Tesoro?
- 1 Regolamento
- 1 Dado Nero a 12 Facce
- 30 Segnalini Pane
- 5 Dadi Viaggio Bianchi
- 4 Pennarelli Cancellabili
- 30 Segnalini Spada
- 4 Guide all’Avventura
- 9 Segnalini Pigna
- 1 Segnalino Solitario
La scatola de Lo Hobbit: la Riconquista del Tesoro è bella pesante.
Sensazione data non dalla quantità di elementi al suo interno, ma più dalla qualità. Difatti i componenti di questo gioco da tavolo non sono chissà quanti, ma il loro spessore (stiamo ovviamente parlando della parte cartacea) è notevole.
Al suo interno troviamo subito i classici token in cartoncino, tutti contenuti all’interno di un unico cartoncino da defustellare. Cartoncino che noterete subito essere estremamente spesso. Mai visti dei token così grossi, e vi dirò che tutto sommato ci stanno davvero. La sensazione al tatto è molto piacevole e trasmettono un senso di robustezza non da poco.
A seguire troverete 5 dadi a 6 facce e un D12 che utilizzerete però solo a partire da un determinato scenario. Proseguiamo con 4 pennarelli neri da lavagna plastificata sul cui tappo è presente il tipico cancellino da utilizzare sull’elemento finale di questa scatola: i 4 libri che faranno sia da plance giocatore ma anche da tabellone e tutto il resto. Spessi, grossi, bellissimi e fatti veramente bene. Un piccolo spettacolo tipografico e di illustrazioni.
Chiude il cerchio un regolamento che a prima vista può sembrare importante, ma solo dopo averlo sfogliato ci si accorge che le prime 6 facciate sono dedicate al regolamento di base valido per tutti e 8 gli scenari, le restanti pagine sono una spiegazione dettagliata delle regole speciali relative ai punteggi di ogni singolo scenario. Una serie di informazioni che non potevano essere messe (ovviamente) direttamente sui libri per una questione di spazio (nonostante c’è da dire che il lavoro iconografico riassuntivo è molto comprensibile e vi aiuterà a capire come funziona il singolo scenario senza dover tornare ogni volta al regolamento).
Come si gioca a Lo Hobbit: la Riconquista del Tesoro?
Come anticipato all’inizio dell’articolo sono rimasto piacevolmente colpito dalla meccanica di Lo Hobbit: la Riconquista del Tesoro, un po perchè non avevo mai provato nulla di simile prima, un po perchè reputo geniale come si sia riusciti a unificare un’ambientazione che di sua natura porta allo sviluppo di mappe, miniature, meccaniche profonde ecc, con uno stile di gioco completamente diverso.
Lo Hobbit: la Riconquista del Tesoro è un gioco competitivo per 1-4 giocatori (c’è anche una modalità solitario) nel quale i partecipanti potranno scegliere tra uno degli 8 scenari disponibili e giocarlo applicando le regole base valide per ogni scenario presenti nel regolamento in aggiunta alle regole speciali che ogni missione presenta.
Armati di un libretto e un pennarello a testa, la partita si svolgerà in una serie di round formati dal turno di ogni giocatore con il continuo variare del primo giocatore in senso orario (turni che verranno praticamente giocati in contemporanea una volta scelti i dadi). Primo giocatore che avrà anche l’onore di lanciare i 5 dadi a 6 facce che verranno usati durante ogni round fornendo le azioni che ogni giocatore potrà svolgere. Le facce più semplici sono quelle che rappresentano la pagnotta di pane e la spada o doppia spada. Queste semplicemente vi faranno ottenere i token rispettivi che avranno usi differenti a seconda della missione. Nel primo scenario per esempio le spade hanno un solo valore di punti a fine partite in base a quante ne ottenete, nel secondo scenario invece le spade servono per sconfiggere i troll oltre che a dare punti.
Le facce con i cappelli da mago serviranno per chiedere l’aiuto di Gandalf.
Potrete infatti convertire tali simboli in altri, ogni volta diversi a seconda della missione giocata. Nella maggior parte dei casi però potrete cambiare i cappelli di gandalf con “pezzi di percorso” per muovervi sulla mappa.
Le ultime facce dei dadi rappresentano appunto diverse tipologie di strada: strade singole, curve, curve a L, strade dritte e lunghe e così via. Questi simboli sono quelli che utilizzerete per tracciare fisicamente lo stesso tipo di linea presente sul dado sulla griglia della mappa del vostro libro.
Il vostro obiettivo infatti sarà quello di creare uno o più percorsi da un punto A a un punto B o da tanti punti a un singolo punto di fine. Usando i percorsi forniti dai dadi dovrete riuscire a completare queste strade prima degli avversari, cercando allo stesso tempo di completare missioni secondarie (facendo qualche piccola deviazione) e raccogliendo i tesori che troverete sparsi nella mappa stessa.
Ogni scenario avrà un calcolo del punteggio differente e non è detto che colui che termina per primo completando l’obiettivo principale sia per forza il vincitore, anzi, molte volte i punteggi secondari se gestiti bene possono offrire degli ottimi boost per sorpassare gli avversari all’ultimo.
Purtroppo (o forse bene) non c’è altro da raccontare in merito alle meccaniche di gioco. Ogni scenario come già accennato splende di luce propria utilizzando la base del regolamento ma inserendo poi elementi unici. Bisognerebbe analizzare ogni singolo scenario per poter dare spiegazioni aggiuntive, ma ovviamente non lo faremo per non creare spoiler inutili.
Opinione finale di Lo Hobbit: la Riconquista del Tesoro
Bello.
Veramente, non ci sono tanti giri di parole o spiegazioni tecniche da dare in questo caso.
Lo Hobbit: la Riconquista del Tesoro è un gioco che ci ha divertito fin da subito.
Veloce nell’apprendimento grazie a un regolamento che introduce con poche pagine quelle che sono le regole e i concetti di base validi per ogni scenario, scritti in maniera chiara con esempi pratici e semplici da spiegare (ci vogliono letteralmente 2 minuti). Altrettanto rapide sono le spiegazioni di ogni singolo scenario le quali occupano la seconda metà del regolamento. Basta una singola lettura, per il resto le icone riassuntive presenti nella pagina del rispettivo scenario sono più che sufficienti.
I turni sono rapidi, si lanciano i dadi, si scelgono e si effettuano le rispettive azioni. Anche se doveste giocare in 4 ovvero il numero massimo di partecipanti, non sentirete per nulla il peso dell’attesa. Inoltre sarete sempre lì a guardare cosa stanno facendo gli altri giocatori. Lo Hobbit: la Riconquista del Tesoro è anche un gioco di velocità. Il miglior modo per vincere è trovare il giusto equilibrio tra la strada che porta direttamente al completamento dell’obiettivo principale e i vari punteggi secondari che troverete in ogni missione. Ecco perché è fondamentale tenere d’occhio gli altri giocatori. Se uno accelera troppo dovrà essere un campanello d’allarme e allo stesso modo se sarete voi in vantaggio allora sarà meglio rallentare un po’ più comoda e cercare di racimolare qualche punto extra.
L’impatto visivo è stupendo.
Personalmente adoro lo stile adottato per le illustrazioni e il fatto che gli 8 scenari siano il percorso completo che vede l’inizio dell’avventura di Bilbo fino al suo termine è veramente bello. Ogni missione è caratteristica e propone ai giocatori meccanismi differenti per affrontarla, sfruttando le regole di base e dando allo stesso tempo un tocco di freschezza e novità rispetto lo scenario precedente.