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In un futuro dove la natura ha preso il sopravvento e il mondo di prima è un ricordo, La Vita a Reterra vi mette al centro di una rinascita: ogni partita è un piccolo progetto di ricostruzione, un puzzle di tessere e reliquie in cui dar forma a una comunità che deve adattarsi, prosperare e reinventarsi. Si tratta di un gioco di piazzamento tessere accessibile a chiunque ma ricco di scelte, pensato per partite rapide ma soddisfacenti con amici o in famiglia.
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Progettato da Ken Gruhl ed Eric M. Lang e distribuito in Italia da Avalon Hill / Hasbro, La Vita a Reterra è un gioco da tavolo per 2-4 giocatori con una durata contenuta intorno ai 30–40 minuti, che mescola piazzamento tessere, costruzione di motori e gestione di risorse sotto forma di reliquie e abitanti.

Il gioco è strutturato per offrire una curva d’ingresso molto dolce adatta a famiglie e appassionati, ma capace di nascondere scelte tattiche molto studiate quando si vuole spremere al massimo il proprio territorio.

Cosa c’è nella scatola di La Vita a Reterra?

Aprire la scatola di La Vita a Reterra è un piccolo piacere dal punto di vista pratico: non troverete miniature di plastica o giganteschi inserti, ma tutto è pensato per essere funzionale e diretto. Il cuore della scatola sono le tessere: 104 tessere quadrate che rappresentano i terreni che utilizzerete per iniziare la vostra ricostruzione. Queste tessere mostrano tipologie di terreno differente con stampate su di esse reliquie di varia natura. 

Accanto alle tessere terreno ci sono 93 tessere edificio di varie forme e 15 carte edificio doppia faccia che offrono alternative e variabilità alle costruzioni che potrete innalzare nella vostra comunità.

Completano il quadro trenta gettoni reliquia/“spazzatura”, una trentina di pedine abitante formate da piccoli meeple in legno, un tabellone per il setup molto minimale, un blocchetto per segnare il punteggio e cinque vaschette per organizzare i materiali in modo ordinato, una soluzione molto apprezzata durante il setup perché rende la gestione delle tessere più comoda e veloce. 

Dal punto di vista qualitativo la sensazione è buona: le tessere hanno una grafica coerente e pulita, lo stile visivo di Hugo Cuellar conferisce al gioco un tono leggermente nostalgico e contemporaneo assieme, e i contenitori modulari migliorano l’esperienza di setup. Forse ci saremmo aspettati un po’ di spessore in più per quanto riguarda le tesserine degli edifici, ma nulla di tragico.

Molto buono il regolamento,chiaro, conciso e scritto bene con ottimi esempi e immagini esplicative, complice anche una meccanica e delle regole per nulla complesse.

Come si gioca a La Vita a Reterra?

Se il lato estetico mette nelle condizioni giuste, il motore di La Vita a Reterra è il motivo per cui lo si vorrà rigiocare. La partita comincia con ogni giocatore che riceve una tessera terreno iniziale e una mano di 3 tessere terreno che potrete giocare durante la partita ma MAI rimpinguare. Davanti a voi in uno spazio comune restano cinque tessere disponibili a formare il mercato dal quale tutti potranno attingere. Oltre a questo sarà presente il tabellone su cui disponete le carte edificio e le rispettive tessere, scelte sia in base al numero di giocatori ma anche al tipo di partita che vorrete giocare (il regolamento permette infatti di creare partite più battagliere, equilibrate e soft). 

A ogni turno dovrete scegliere se prendere una tessera dal mercato o usarne una della mano personale, posizionandola per estendere la propria comunità fino a formare una griglia di dimensioni massime 4×4. Stiamo infatti parlando di una dinamica assolutamente non nuova (vedi altri giochi simili tipo Kingdomino) ma che funziona sempre bene. Sarà fondamentale cercare di capire come costruire questa griglia un po’ alla volta sfruttando la posizione dei terreni dello stesso tipo adiacenti tra loro, le reliquie e gli abitanti da piazzare.

Una volta piazzata la tessera avrete anche la possibilità di costruire un edificio nel caso in cui i simboli ingranaggio soddisfano sia la continuità di colore del fondo che la forma stessa della tessera edificio che volete realizzare. A ognuna di queste tessere è dedicata la rispettiva carta edificio che attiverà diverse abilità o bonus permanenti o istantanei. Sarà quindi essenziale costruire la propria strategia sulla base delle carte edifici presenti.

Il gioco prevede diversi set di costruzione tematici (tre gruppi di tessere edificio) che introducono difficoltà crescenti: potrete scegliere un set già pronto per velocizzare il setup o creare la vostra composizione per variare la sfida. Alcune azioni di gioco consentono di utilizzare reliquie o “spazzatura” come risorse, reclutare abitanti che daranno punti e capacità, o attivare edifici per ottenere benefici permanenti.

Ogni costruzione e scelta ha poi ricadute sul calcolo del punteggio finale: si totalizzano i punti per edifici, reliquie collezionate, abitanti piazzati e set completati. Le regole prevedono inoltre limiti di piazzamento (quattro tessere per lato del nucleo iniziale) che evitano espansioni sconsiderate e mantengono il gioco entro una durata contenuta.

Giocare La Vita a Reterra significa imparare a leggere il mercato comune e adattare il proprio piano: le scelte non devono essere soltanto “io prendo questa tessera” ma un ragionamento su come quella tessera si inserisce nella propria griglia e come può attivare una catena di effetti con edifici e abitanti. Un buon approccio è valutare fin dalle prime mosse se costruire un motore di edifici che si aiutano a vicenda, oppure puntare su combinazioni di reliquie che danno valore immediato. L’interazione tra giocatori è spesso indiretta, ma mai assente: rubare la tessera chiave dal display al momento giusto o forzare il cambio del ritmo di pesca può essere determinante.

Opinione finale di La Vita a Reterra

La Vita a Reterra è un piccolo capolavoro dell’organizzazione. Le vaschette di plastica interne sono studiate per mettere via le tessere edifici con le rispettive carte, così da poter concludere il setup in tempi davvero brevissimi. Tuttavia un po’ di spessore in più sulle tessere stesse non sarebbe gustato. Quando il cartoncino è così leggero da sempre quella sensazione di “poco” che si sarebbe potuta evitare con una grammatura un po più alta della carta.

L’artwork e le illustrazioni sono molto belle. Per quel che riguarda lo stile e i colori sono perfetti e si adattano molto bene con il tema di rinascita e costruzione che LaLa Vita a Reterrapropone ai giocatori. Ovviamente stiamo parlando di una tematica veramente leggera. Non è un gioco narrativo o con chissà quale storia da raccontare. D’altro stiamo semplicemente parlando di un puzzle ad incastro. Tuttavia il contorno si integra bene con quello che il gioco offre.

La Vita a Reterra è un gioco semplice nelle meccaniche e nell’apprendimento ma capace comunque di garantire una discreta profondità strategica. Inoltre le possibili combinazioni delle carte edificio garantiscono anche una buona rigiocabilità. Non è sicuramente il titolo da giocare 4-5 volte di fila, ma è comunque un gioco da tavolo che potrete anche riproporre a distanza di mesi e basteranno semplicemente pochi minuti per rinfrescarsi la memoria e ripartire subito.

La Vita a Reterra è un titolo che si comporta bene come ponte tra i giochi più semplici e quelli più complessi, iniziando a introdurre i giocatori a determinati concetti, ma in modo graduato e spensierato, senza porli davanti a decine di regole, sottoregole e variabili da ricordare.

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Scheda Tecnica

Contenuto della confezione

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