DEWAN: esplorazione dei territori e tanta strategia per un gioco contenuto!

Dewan è un gioco da tavolo che appartiene alla categoria di titoli che ti spiegano subito tutto quello che devi sapere. Poche regole, poche azioni, una manciata di componenti sul tavolo e via, si parte. Solo che, dopo qualche turno, comincia a fare una cosa piuttosto interessante: ti fa capire che quelle poche regole sono sufficienti per costruire una partita molto più ragionata di quanto sembrasse all'inizio. Curiosi? Andiamo a scoprire insieme Dewan in questo articolo!

DEWAN - scheda del gioco

Anno

2025

Giocatori

2 - 4

Durata

40 minuti

Autori

Johannes Goupy, Yoann Levet

Artisti

Arthus Pilorget

Sviluppato da Johannes Goupy e Yoann Levet e illustrato da Arthus Pilorget, Dewan è un gioco da tavolo strategico e tattico pubblicato da Space Cowboys e distribuito in Italia da Asmodee. La formula è quella di un gioco di piazzamento, controllo del territorio, gestione della mano e corsa agli obiettivi, con una durata contenuta intorno ai 40 minuti e una struttura pensata per 2-4 giocatori.

L’idea di base è molto semplice: siamo alla guida di una tribù nomade, le risorse iniziano a scarseggiare e dobbiamo spostarci alla ricerca di nuovi territori. Sul tavolo si costruisce così una mappa modulare fatta di foreste, montagne, deserti e corsi d’acqua, mentre noi cerchiamo di piazzare i nostri accampamenti nei punti più interessanti.

Il problema?

Gli altri giocatori hanno esattamente la nostra stessa idea.

E in Dewan arrivare per primi conta parecchio.

Dewan: un gioco strategico accessibile, ma con più profondità di quanto sembri

La prima cosa che colpisce di Dewan è proprio la sua accessibilità.

Non siamo davanti a un eurogame da tre ore con un regolamento che richiede una laurea specialistica prima di poter iniziare. Il cuore del gioco è racchiuso in una scelta molto semplice: nel proprio turno si pescano due carte Terreno oppure si piazza un Accampamento. Una sola azione. Niente combinazioni infinite, niente turni chilometrici.

Eppure ogni scelta pesa.

Le carte Terreno servono infatti per muoversi sulla mappa e raggiungere nuove zone, mentre gli Accampamenti permettono di occupare territori e soprattutto di soddisfare le condizioni delle nostre Tessere Storia, che rappresentano il principale motore del punteggio.

Il risultato è un gioco che parte quasi in sordina.

La prima partita serve soprattutto a capire il ritmo. Poi iniziano a comparire le domande interessanti.

Quella zona mi serve davvero?

Conviene prendere subito quelle due carte o rischio che qualcuno mi rubi il territorio che mi interessa?

Sto costruendo la mia rete di accampamenti oppure sto semplicemente occupando spazio senza un vero motivo?

Sono tutte domande legittime che trasformano Dewan in un gioco da tavolo dallo spessore strategico inizialmente nascosto.

Cosa c'è nella scatola di Dewan?

  • 1 Pedina Dewan
  • 1 Blocchetto segnapunti
  • 10 Tessere Territorio
  • 55 Carte Terreno
  • 24 Tessere Storia
  • 5 Tessere Scenario
  • 15 Segnalini Bacca
  • 36 Accampamenti (9 per colore)
  • 4 Plance Tribù
  • 1 Tessera Territorio del Vulcano
  • 1 Tessera Territorio del Nubifragio
  • 20 Segnalini Pesce
  • 8 Indicatori Acqua
  • 8 Indicatori Lava
  • 1 Tessera Evento
  • 1 Regolamento

Cosa troviamo nella scatola di Dewan?

La prima sorpresa di Dewan arriva aprendo la scatola.

Il contenuto è piuttosto ricco e soprattutto molto ben organizzato. Abbiamo 10 tessere Territorio, 55 carte Terreno, 24 tessere Storia, 4 plance Tribù, 36 Accampamenti, 15 segnalini Bacca, la pedina Dewan e il blocchetto segnapunti.

A questi componenti si aggiungono quelli utilizzati dagli scenari alternativi: la tessera Territorio del Vulcano, quella del Nubifragio, 20 segnalini Pesce, 8 indicatori Acqua, 8 indicatori Lava e una tessera Evento.

Ed è proprio la qualità generale della produzione a lasciare una buona impressione.

Le plance Tribù sono a doppio strato, le tessere sono robuste e gli Accampamenti in legno hanno una bella presenza sul tavolo. Le carte Terreno sono colorate e facilmente leggibili, mentre le Tessere Storia sono probabilmente l’elemento che colpisce maggiormente dal punto di vista artistico.

L’illustrazione di Arthus Pilorget riesce infatti a dare a Dewan un’identità precisa: il mondo di gioco sembra primordiale, selvaggio e quasi post-apocalittico, senza però trasformarsi in un’ambientazione cupa.

Anche l’organizzazione interna della scatola merita una menzione. All’interno è presente un ottimo inserto in cartoncino spesso, molto utile per mettere via tutti i componenti in ordine nel caso in cui non siate amanti delle ziplock.

Insomma, sotto questo punto di vista Dewan parte decisamente bene.

Come si gioca a Dewan?

Ed eccoci al cuore dell’articolo. Tante belle parole, ma come funziona Dewan?

La preparazione del gioco da vita a una mappa modulare utilizzando le tessere Territorio. La configurazione varia in base allo scenario e al numero di giocatori, dando alla partita una struttura diversa di volta in volta.

Ogni giocatore controlla una Tribù e dispone dei propri Accampamenti. Sulla mappa vengono inoltre distribuite le Bacche, mentre ogni partecipante riceve una serie di Tessere Storia che rappresentano gli obiettivi da perseguire durante la partita.

Il concetto è molto semplice: dobbiamo espandere la nostra tribù, raggiungere determinati territori e soddisfare le condizioni richieste dalle Tessere Storia per ottenere punti.

Il problema? Anche gli altri giocatori vogliono esattamente le stesse cose.

Durante il proprio turno il giocatore deve scegliere tra due possibilità principali.

La prima è pescare due carte Terreno dalla fila comune.

La seconda è piazzare un Accampamento sulla mappa.

Tutto qui.

Eppure questa semplicità è uno degli aspetti più riusciti di Dewan.

Le carte Terreno rappresentano infatti le risorse necessarie per muoversi attraverso la mappa e raggiungere i luoghi dove vogliamo costruire i nostri Accampamenti. Ogni territorio attraversato richiede le carte corrispondenti, mentre l’acqua introduce regole specifiche per il movimento.

Alcune carte possono inoltre raffigurare più tipi di terreno, aumentando la loro flessibilità e rendendole particolarmente preziose.

Il risultato è una specie di piccolo puzzle tattico.

Pescare significa prepararsi. Piazzare significa trasformare immediatamente quella preparazione in presenza sul territorio.

E decidere quando passare dall’una all’altra è spesso la parte più difficile della partita.

Una delle cose che Dewan fa bene è trasformare il movimento in una vera risorsa strategica.

Non basta infatti avere una carta del terreno che ci interessa. Bisogna anche valutare il percorso necessario per arrivare a destinazione.

Questo significa osservare la mappa, contare le caselle, controllare quali territori sono ancora accessibili e soprattutto capire se un avversario potrebbe arrivare prima di noi.

Il territorio è condiviso e gli Accampamenti degli altri giocatori diventano parte integrante del puzzle.

Una delle regole più interessanti riguarda proprio il passaggio attraverso un Accampamento avversario: la carta utilizzata per attraversarlo non viene semplicemente persa, ma viene consegnata al proprietario dell’Accampamento.

Una piccola regola che sembra secondaria e che invece aggiunge una bella dose di interazione.

Perché improvvisamente anche un Accampamento che non sta contribuendo direttamente al nostro punteggio può diventare utile semplicemente perché costringe gli altri a pagare un pedaggio.

Le Tessere Storia sono il vero motore della partita

Se il movimento rappresenta il corpo di Dewan, le Tessere Storia ne sono probabilmente il cervello.

Gli obiettivi ci indicano cosa cercare di ottenere sulla mappa e spingono ogni giocatore verso determinate combinazioni di territori, risorse e posizionamenti.

Il bello è che non possiamo limitarci a completare quello che abbiamo davanti.

Bisogna guardare un po’ più lontano.

Una tessera potrebbe richiedere una determinata configurazione della nostra rete di Accampamenti, un’altra potrebbe premiare la presenza in determinate aree, mentre altre componenti del sistema permettono di ottenere punti aggiuntivi attraverso Bacche e Fuoco.

Questo crea una piacevole tensione tra ciò che possiamo fare adesso e ciò che dovremo preparare per i prossimi turni.

Ed è proprio qui che Dewan smette di sembrare un semplice gioco di piazzamento accessibile e comincia a mostrare una profondità maggiore.

La prima partita la si affronta spesso cercando semplicemente di capire come funzionano le regole.

La seconda ci si accorge che gli avversari stanno rubando proprio quella regione che avevamo adocchiato.

La terza iniziamo finalmente a capire perché quella carta che avevamo lasciato sul mercato tre turni prima avrebbe potuto cambiarci la partita.

E questo, per un gioco da circa 40 minuti, è un ottimo segnale.

Opinione finale di Dewan

Dewan è un gioco da tavolo che dopo la prima partita è riuscito subito a conquistare i nostri cuori.

Il primo punto di forza è senza dubbio la semplicità del sistema di gioco.

Dewan non ha bisogno di un regolamento interminabile per creare decisioni interessanti. Le possibilità a disposizione nel proprio turno sono poche, ma scegliere il momento giusto per utilizzarle fa tutta la differenza.

Ci è piaciuto anche il modo in cui gestione della mano e piazzamento sul territorio si alimentano a vicenda.

Le carte non sono semplicemente risorse da accumulare: rappresentano le possibilità future del nostro movimento. E il movimento non serve semplicemente a esplorare, ma a costruire la nostra strategia.

Molto interessante anche la mappa modulare, che evita una sensazione di partita sempre uguale, e soprattutto la presenza degli scenari, che danno una seconda vita al sistema base.

Inoltre non dimentichiamo il fattore durata.

Quaranta minuti sono un tempo perfetto per quello che Dewan vuole essere: abbastanza per permettere alla strategia di svilupparsi, ma non così tanto da trasformare ogni decisione in una riunione condominiale.

Infine per tutti coloro che cercano una certa rigiocabilità nei giochi da tavolo, gli scenari presenti saranno capace di rendere felici anche i più pretenziosi.

Nella scatola troviamo diverse configurazioni che modificano le condizioni di gioco introducendo elementi aggiuntivi come il Vulcano, il Nubifragio e i villaggi lacustri, senza rendere il sistema irriconoscibile.

Dewan non è però un gioco perfetto.

La sua semplicità, che è anche uno dei suoi maggiori pregi, può diventare un limite per chi cerca uno strategico molto profondo.

Dopo diverse partite, la struttura di base può iniziare a risultare familiare: pesca, movimento, piazzamento, obiettivi, ripeti.

Gli scenari aiutano molto sotto questo punto di vista, ma non trasformano Dewan in un gioco completamente diverso.

Anche chi cerca un’interazione diretta particolarmente aggressiva potrebbe rimanere un po’ deluso. La competizione territoriale c’è e può essere molto fastidiosa, ma resta sempre una competizione relativamente elegante, fatta più di blocchi, corsa e ottimizzazione che di attacchi veri e propri.

Ed è probabilmente proprio qui che bisogna capire se Dewan fa per noi.

Se vogliamo un gioco accessibile ma intelligente, siamo nel posto giusto.

Se cerchiamo un mostro strategico capace di tenerci impegnati per ore, probabilmente no.

Immagine di Michele Rondina

Michele Rondina

Mi chiamo Michele, sono un grafico e web designer con una passione sfrenata per i giochi in scatola. Costringo mia moglie, "la professoressa", ad aiutarmi con i giochi da tavolo per quanto riguarda la prima lettura del regolamento, anche se non vorrà mai ammettere che le piace particolarmente questo compito! Poi però ce le suoniamo di santa ragione in partite all'ultimo punto, anche se preferiamo i cooperativi, più pacifici come genere!

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