Supportare il mondo degli autori indipendenti è sicuramente un qualcosa a cui noi di The Forge teniamo particolarmente, specialmente da quando circa un anno fa abbiamo deciso di dar vita al nostro progetto personale QuestForge per poter ampliare il tanto amato/odiato mondo di Heroquest. Che sia stato proprio questo o altro a portare Francesco Fantini a contattarci non lo sappiamo, ma di una cosa siamo certi: poter dar voce grazie ai nostri mezzi a chi come noi, ama questo settore tanto da volersi cimentare nell’impresa di creare un gioco da tavolo completamente da zero, merita di essere presentato al grande pubblico, a prescindere dalla qualità finale del lavoro svolto.
Ma iniziamo quindi a vedere di cosa stiamo parlando: cos’è Elemental Puzzle?
Siamo di fronte a un gioco di carte collezionabili, i famosi TCG (trading card games) con i quali i giocatori danno vita a un mazzo di carte, solitamente composto da uno starter set ovvero un mazzo preimpostato iniziale con cui poter iniziare subito a giocare ed apprendere le regole.
Mazzi iniziali appunto, in quanto questa categoria di giochi prevede anche la possibilità di acquistare i cosiddetti booster pack, ovvero le famose bustine contenenti X carte casuali così da poterle collezionare ma soprattutto usarle per potenziare il mazzo per renderlo fruibile al proprio stile di gioco.
Elemental Puzzle funziona con lo stesso principio.
Tutti gli starter deck (contenenti 36 carte ognuno) e le bustine singole (contenenti 18 carte casuali) sono disponibili per l’acquisto sulla piattaforma di The Game Crafter sia in lingua inglese che in italiano. Inoltre per chi volesse avere un campo di battaglia più personalizzato e duttile, sono presenti anche i tappetini in neoprene con tutti gli spazi per poter tenere le carte in ordine durante la partita.
Ma vediamo un po come sono fatte queste carte.
Formato standard quindi tranquillamente imbustabili, un retro sempre uguale per non permettere agli avversari di capire cosa giocheremo e un fronte con un grande spazio dedicato all’illustrazione, elemento dominante sulle carte di questo genere di giochi, più altre informazioni come l’elemento di appartenenza (per l’appunto Elemental Puzzle si base sul sistema degli elementi), l’abilità (quando presente) identificata da una semplice parola e un numero scritto a frazione, che identifica la possibilità di combinare l’attuale spirito con altre carte per dare vita alla sua forma finale più potente.
Anche in Elemental Puzzle possiamo parlare di carte rare dove la rarità viene definita dal numero di carte che compongono la forma finale dello spirito: le carte 1/1 sono comuni, le carte ½ sono non comuni, quelle ⅓ rare e infine le più rare di tutte sono le carte ¼ ovvero un insieme di 4 carte diverse che insieme creano lo spirito nella sua versione completa. Un po macchinoso come sistema per definire la rarità onestamente, c’abbiamo messo un po a capirlo più qualche ricerca per venirne a capo.
Spendiamo due parole sulle illustrazioni, molto semplici e cartoonesche, completamente opposte a quelle che sono le illustrazioni di alcuni dei più famosi giochi del settore come Magic e Keyforge, andando a posizionare Elemental Puzzle su di un pubblico più giovane rispetto a quello che usufruirebbe di altri giochi come quelli precedentemente citati. Ma questo posizionamento non è dato solo dalle illustrazioni, ma da tutta la struttura in sé di Elemental Puzzle.
Non troviamo infatti lunghi blocchi di testo con abilità descrittive da leggere e comprendere, ma solamente delle singole parole chiave che fanno riferimento all’abilità, capaci così di rendere tutto molto più semplice e basico. Un gioco di carte quindi fruibile anche ai più giovani una volta introdotti alle regole da qualcuno già capace di padroneggiare il gioco.
Come funziona Elemental Puzzle?
Come abbiamo detto a inizio articolo Elemental Puzzle è un gioco competitivo nel quale dovrete sconfiggere il vostro avversario. Si parte innanzitutto mescolando i propri mazzi e pescando 10 carte.
La preparazione prevede di creare davanti a sé una griglia di 3×3 carte a faccia in giù, disponendole nel modo che si preferisce (ovviamente la conoscenza delle regole vi porterà a disporre le carte con intelligenza e non a caso, proprio per poter innescare le varie combo). La decima carta resterà nella propria mano.
Queste griglie di carte rappresentano allo stesso tempo anche la vita dei giocatori. Riuscire a “distruggere” tutte le 9 carte presenti in gioco, farà sì che possiate azzerare la vita dell’avversario e vincere quindi la partita.
Ad ogni turno, i giocatori inizieranno pescando una carta dal proprio mazzo. Carte spirito come abbiamo detto, le quali sono associate ognuna ad uno dei sei elementi. Elementi per i quali esiste una certa gerarchia per la quale un elemento sarà superiore a uno o più elementi e allo stesso debole a uno o più elementi.
Il turno di gioco di Elemental Puzzle è composto da 5 fasi e finché riuscite a mantenere almeno uno spirito in gioco, sarete ancora in vita (nonostante il mazzo possa terminare).
- Fase 1 – Raccolta: si inizia il turno pescando una carta dal proprio mazzo;
- Fase 2 – Azione: potete evocare nuovi spiriti ovvero disporli in gioco in uno spazio vuoto o girare degli spiriti già presenti sul tavolo;
- Fase 3 – Attacco: potete attaccare gli spiriti dell’avversario cercando di eliminarli, tenendo sempre a mente che ogni spirito ha una forza pari a 1;
- Fase 4 – Azione: si tratta della fase 2 dando la possibilità di “attivare” tutto ciò che non è stato utilizzato la prima volta (potrete quindi evocare uno spirito dopo che a causa dello scontro uno spazio si sia liberato);
- Fase 5 – Conclusione: si passa il turno all’avversario.
Come in ogni gioco di carte di questo tipo ovviamente la fase di attacco è il cuore del gioco, e anche nel caso di Elemental Puzzle non troviamo differenze. Potrete attaccare gli spiriti avversari con i vostri, andando a colpire spiriti scoperti o coperti (in questo caso andranno girati). Tenendo a mente che ogni spirito possiede forza 1, sarà semplicemente necessario confrontare i valori di forza tenendo conto delle abilità e degli elementi (se l’elemento è superiore a quello avversario, lo spirito ottiene un bonus di forza +1). Lo spirito con la forza maggiore vince lo scontro, mentre la carta spirito perdente andrà tolta dal campo di battaglia e posta nella pila degli scarti. Nel caso di pareggio la sconfitta sarà per entrambi gli spiriti.
Molto importanti sono inoltre le abilità degli spiriti che si potranno attivare tutte una volta per turno (ovviamente solo quelle degli spiriti scoperti). Queste abilità permetteranno di pescare carte, distruggere gli spiriti avversari e così via.
Sicuramente l’abilità più importante e dalle quale prende parte del nome il gioco stesso è l’abilità Puzzle. Alcuni spiriti avranno questa abilità stampata sulla carta con un piccolo schema di disposizione, dove la carta stessa è rappresentata da un rettangolo rosso. Riuscire a girare le carte relative per formare lo schema indicato sulla carta puzzle darà vita agli spiriti multi puzzle, ovvero creature molto più potenti rispetto alla singola creatura.
Gli spiriti multi puzzle possono essere di 2 tipi, ovvero creati con le carte della sua forma originale, identificabili dal nome, oppure da carte completamente diverse, anche di elementi differenti, dando così vita a nuovi e potenti spiriti. Il grande vantaggio di questi spiriti è che ogni carta facente parte del gruppo può dichiarare un attacco per turno, ottenendo +1 di forza per ogni carta che forma lo spirito multi puzzle.
Oltre a questa troveremo altre abilità come metamorfosi che modifica l’elemento di una carta, oppure rinascita che permette di evocare spiriti dalla zona degli scarti. Il regolamento saprà darvi la giusta spiegazione di tutte le abilità presenti in Elemental Puzzle e sarà solo questione di qualche partita prima di averle assimilate e imparate a memoria.
La partita proseguirà in questo modo fino a quando uno dei 2 giocatori non riuscirà ad eliminare tutti e 9 gli spiriti avversari vincendo così la partita.
Opinione finale di Elemental Puzzle
Il mercato dei TCG è abbastanza saturo ormai da tempo.
Si fa davvero fatica a trovare nuove idee o un qualcosa che sappia colpire i giocatori facendo sì che il gioco diventi un vero successo, o almeno che ottenga quella minima popolarità necessaria a “sopravvivere” un paio d’anni o più.
Partendo da questo concetto che ritengo molto importante, Elemental Puzzle è un gioco di carte tutto sommato originale che sa piazzarsi in un angolo abbastanza “inesplorato”. Ci troviamo di fronte al progetto di Francesco Fantini, una persona che da sola ha messo in piedi un intero mondo, senza poter contare sulle risorse che altre realtà hanno a disposizione per giochi di questo genere. Tanto di cappello solo per questa cosa.
Elemental Puzzle si fa giocare, puntando sulla semplicità ma soprattutto la velocità. Le partite sono davvero veloci, stiamo parlando di 10 minuti al massimo per concluderla con possibilità strategiche e di gestione del mazzo semplici ed immediate.
Poche abilità, pochi concetti chiave, nessun testo presente sulle carte e di conseguenza pochi, pochissimi dubbi che possono sorgere al giocatore.
In alcuni casi forse addirittura troppo semplice. Infatti Elemental Puzzle è sostanzialmente formato da solo carte creatura. Non troviamo magie, istantanei o artefatti, tutte tipologie di carta onnipresenti in questa categoria di giochi. Sicuramente la loro presenza non avrebbe permesso a Elemental Puzzle di distinguersi, ma avrebbero comunque conferito un po’ di diversificazione nella struttura del gioco che dopo un paio di partite potrebbe risultare già ripetitiva, specialmente ai più navigati.
A livello artistico Elemental Puzzle si presenta con uno stile molto cartoonesco, che potrebbe incontrare maggiormente i gusti di un pubblico giovane piuttosto che quello adulto, abituato ad avere tra le mani carte con illustrazioni di tutto rispetto (vedi Magic e Keyforge per esempio). Cosi a occhio direi che è più orientato verso gli amanti di Pokemon e affini.
Per quanto riguarda i difetti di Elemental Puzzle probabilmente è più giusto parlare di preferenze personali.
Il gioco di per sé gira bene e fa ciò che deve senza troppe pretese. Non siamo quindi di fronte a un qualcosa di buttato lì tanto per far qualcosa. Si vede che dietro le quinte ci sono stati test, ore di prove e continui aggiustamenti delle meccaniche. Un progetto quindi sicuramente curato che meriterebbe per lo meno la possibilità di farsi conoscere maggiormente all’interno della community.
Sta al giocatore dargli una chance e capire se può valere la pena fare ulteriori investimenti futuri per collezionare le carte più rare e potenziare il proprio mazzo, anche se personalmente riteniamo sia un po difficile che riesca a fare la stessa presa dei cugini più “grossi” e famosi, capaci di portare le persone a sborsare letteralmente migliaia di euro in acquisti più compulsivi che altro.
Michele Rondina
Scheda Tecnica
- Anno: 2019
- N° Giocatori: 2-4
- Durata: 15-30 minuti
- Designer: Francesco Fantini
- Artisti: Francesco Fantini
- Distributore: The Game Crafter
Contenuto della confezione
- 36 carter per starter set
- 18 carte per bustina
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