Dungeon Crawler: il genere che ha fatto innamorare generazioni di giocatori!

Mostri, tesori, dungeon da esplorare e personaggi che diventano sempre più forti partita dopo partita. I Dungeon Crawler sono uno dei generi più amati nel mondo dei giochi da tavolo, capaci di trasformare una semplice serata tra amici in un'avventura epica fatta di combattimenti, scelte difficili e storie incredibili. Ma cosa rende davvero speciale un Dungeon Crawler? E quali sono i titoli che hanno definito questo genere nel corso degli anni? In questo articolo ripercorriamo la storia dei Dungeon Crawler, analizziamo le loro caratteristiche principali e scopriamo alcuni dei migliori giochi disponibili oggi sul mercato.

Se c’è un genere che più di ogni altro riesce a evocare l’immaginario fantasy classico fatto di eroi, mostri, tesori e avventure, quello è senza dubbio il Dungeon Crawler. Per molti giocatori rappresenta il punto d’incontro perfetto tra il gioco da tavolo e il gioco di ruolo. Per altri è semplicemente il modo migliore per vivere una campagna epica senza dover preparare schede personaggio, manuali e sessioni infinite come accade in un tradizionale gioco di ruolo.

Che si tratti di affrontare orde di goblin in una vecchia fortezza abbandonata, esplorare cripte dimenticate da secoli o combattere creature aliene nello spazio profondo, i Dungeon Crawler hanno saputo evolversi enormemente negli ultimi quarant’anni, diventando uno dei generi più importanti dell’intero panorama dei giochi in scatola.

Oggi il termine viene utilizzato per identificare una vasta famiglia di giochi, molto diversi tra loro per complessità, durata e stile, ma accomunati da alcuni elementi fondamentali come l’esplorazione dell’ambiente circostante, il combattimento, la crescita dei personaggi in termini di caratteristiche e abilità e la progressione dell’avventura stessa molto spesso rappresentata in scenari differenti.

Ma da dove nasce esattamente questo genere?

Le origini del termine Dungeon Crawler

Per comprendere davvero cosa sia un Dungeon Crawler bisogna fare un piccolo salto indietro nel tempo. Le sue radici affondano direttamente nella nascita di Dungeons & Dragons e dei primi giochi di ruolo fantasy degli anni Settanta.

In quel periodo i giocatori iniziarono a esplorare labirinti sotterranei popolati da mostri, trappole e tesori, dando vita a quello che venne presto definito “Dungeon Crawl“.

Uno dei primi giochi da tavolo a trasformare questo concetto in un prodotto autonomo fu Dungeon!, pubblicato nel 1975 da TSR. Pur essendo molto semplice rispetto agli standard odierni, introdusse concetti che ancora oggi definiscono il genere: esplorazione di stanze, combattimenti contro mostri e raccolta di tesori.

Negli anni successivi il genere continuò a crescere, ma il vero punto di svolta arrivò nel 1989.

HeroQuest: il gioco che ha definito un'intera generazione

Per moltissimi appassionati in tutto il mondo il Dungeon Crawler o solo uno ed ha un nome ormai famoso: HeroQuest.

Pubblicato dalla collaborazione tra Games Workshop e Milton Bradley, HeroQuest riuscì nell’impresa di rendere accessibile il concetto di avventura fantasy a un pubblico enorme. Per la prima volta i giocatori trovavano nella scatola diversi materiali tra cui miniature di eroi e mostri, un tabellone a rappresentare le stanze da esplorare, tesori da scoprire e un master che controllava i nemici, il tutto ambientato in una campagna composta da missioni collegate tra loro.

Oggi molte di queste meccaniche possono apparire semplici, ma all’epoca rappresentarono una vera rivoluzione. E forse il suo più grande merito fu proprio quello di dimostrare che un gioco da tavolo poteva raccontare una storia.

Ancora oggi HeroQuest continua a essere uno dei riferimenti assoluti del genere, tanto da essere tornato sul mercato nel 2021 con una nuova edizione (seguita poi da continue espansioni) capace di riportare migliaia di giocatori nei dungeon di Zargon.

Cosa serve per definire un Dungeon Crawler tale?

Non basta avere mostri e spade per poter definire un gioco un Dungeon Crawler, e nemmeno le miniature se proprio vogliamo dirla tutta.

Esistono infatti alcuni elementi ricorrenti che caratterizzano quasi tutti i titoli appartenenti a questo genere.

Esplorazione

L’esplorazione rappresenta probabilmente l’elemento più iconico.

I giocatori avanzano all’interno di ambienti sconosciuti, rivelando nuove aree della mappa, scoprendo segreti, trappole e nemici.

L’ignoto è parte integrante dell’esperienza e una mappa già completa o completamente visibile rischia di rovinare l’esperienza.

Combattimento tattico

Che si utilizzino dadi, carte o sistemi più moderni, il combattimento è quasi sempre il cuore del gameplay.

Titoli come Descent, Assalto Imperiale, Massive Darkness  o Chronicles of Drunagor hanno costruito gran parte della propria identità proprio sulla profondità degli scontri.

E diciamocelo, sono la parte più divertente del gioco, inutile negarlo.

Progressione del personaggio

Uno degli aspetti più amati dai giocatori.

Durante la campagna gli eroi acquisiscono nuove abilità, equipaggiamenti migliori e poteri sempre più devastanti.

La sensazione di crescita è spesso ciò che trasforma una semplice partita in una vera avventura, oltre che essere una spinta naturale per i giocatori nel voler avanzare e giocare ancora.

Cooperazione

La maggior parte dei Dungeon Crawler moderni è completamente cooperativa.

I giocatori collaborano contro il sistema di gioco, affrontando insieme missioni e sfide sempre più difficili.

È uno degli elementi che li rende perfetti per gruppi affiatati, anche se ultimamente sono sempre più presenti giochi di questo genere capaci di integrare sia la meccanica del cooperativo che quella del competitivo.

L'evoluzione moderna: dai dadi alle campagne narrative

Se HeroQuest ha definito il genere, negli ultimi quindici anni i Dungeon Crawler hanno vissuto una seconda rivoluzione.

Gli autori hanno iniziato a introdurre meccaniche sempre più sofisticate, campagne ramificate e sistemi narrativi complessi.

Il miglior esempio di questa evoluzione è probabilmente Gloomhaven.

Considerato da molti uno dei migliori giochi da tavolo mai realizzati, Gloomhaven ha dimostrato che un Dungeon Crawler poteva incorporare meccaniche da eurogame, scelte permanenti e una campagna da oltre cento ore.

Il successo del titolo ha influenzato gran parte della produzione successiva.

Da quel momento i Dungeon Crawler hanno iniziato a diventare sempre più narrativi, più strategici e più ambiziosi, arrivando anche in molti casi ad implementare un’app dedicata per gestire gran parte delle meccaniche come gli scontri, la ricerca di tesori e la parte narrativa.

I grandi nomi del genere da conoscere assolutamente

HeroQuest

Quando si parla di Dungeon Crawler è impossibile non partire da HeroQuest, titolo che ha rappresentato il primo vero contatto con il fantasy avventuroso per migliaia di giocatori in tutto il mondo.

Il suo successo deriva soprattutto dalla semplicità. Le regole sono immediate, il sistema di combattimento si basa su dadi e ogni missione è costruita attorno all’esplorazione di un dungeon pieno di mostri, trappole e tesori. Un giocatore interpreta il malvagio stregone Zargon, mentre gli altri controllano i classici personaggi della cultura fantasy: Barbaro, Nano, Elfo e Mago.

Ciò che ancora oggi rende HeroQuest speciale è la sua straordinaria capacità di accendere l’immaginazione. Nonostante le meccaniche siano semplici rispetto agli standard moderni, ogni missione riesce a trasmettere quel senso di avventura che ha definito un’intera generazione di giocatori, e resta probabilmente uno dei migliori giochi da tavolo da utilizzare per la creazione di contenuti fanmade. La community mondiale che gravita attorno a questo titolo ne è la prova costante.

La nuova edizione pubblicata da Hasbro nel 2021 ha riportato in auge questo classico, aggiungendo miniature completamente ridisegnate, nuove espansioni e una produzione di altissimo livello. Ancora oggi rappresenta probabilmente il miglior punto di ingresso per chi vuole avvicinarsi al genere senza affrontare regolamenti complessi o campagne da centinaia di ore.

Gloomhaven

Se HeroQuest rappresenta il passato del Dungeon Crawler, Gloomhaven ne incarna probabilmente il presente.

Creato da Isaac Childres e rimasto per anni ai vertici delle classifiche di BoardGameGeek, Gloomhaven ha ridefinito il concetto stesso di campagna narrativa da tavolo.

Qui non ci troviamo di fronte a un semplice gioco di esplorazione e combattimento, ma a un vero ecosistema di gioco composto da decine di scenari, centinaia di carte, personaggi che evolvono nel tempo e una quantità impressionante di decisioni strategiche.

La sua caratteristica più famosa è il sistema di gestione delle carte. Ogni azione del personaggio viene infatti eseguita utilizzando due carte contemporaneamente, obbligando i giocatori a valutare costantemente come ottimizzare ogni turno. Questo elimina quasi completamente la componente casuale tipica di molti Dungeon Crawler tradizionali e trasforma ogni scontro in un puzzle tattico estremamente profondo.

Anche la progressione dei personaggi è uno dei punti di forza assoluti del titolo. Ogni classe possiede uno stile di gioco completamente diverso dalle altre e, man mano che la campagna procede, i giocatori sbloccano nuovi contenuti, nuove missioni e addirittura nuovi personaggi.

Gloomhaven non è un gioco per tutti: richiede dedizione, tempo e un gruppo disposto a impegnarsi nel lungo periodo. Tuttavia, per chi cerca una delle esperienze cooperative più complete mai realizzate nel mondo dei giochi da tavolo, resta ancora oggi un punto di riferimento assoluto.

Descent

Per molti anni Descent è stato il re incontrastato dei Dungeon Crawler moderni.

Pubblicato da Fantasy Flight Games, il gioco ha preso l’eredità di HeroQuest e l’ha trasformata in qualcosa di molto più grande, più spettacolare e più strategico.

Descent propone un mondo fantasy ricco di dettagli nel quale un giocatore assume il ruolo dell’Overlord, controllando mostri, trappole ed eventi narrativi, mentre gli altri interpretano una compagnia di eroi impegnata a completare missioni e campagne.

La grande forza del gioco risiede nella varietà. Gli eroi possiedono abilità differenti, i nemici si comportano in modi unici e le missioni offrono obiettivi spesso molto diversi dal semplice “uccidi tutti i mostri”.

Con l’arrivo delle edizioni successive e soprattutto delle applicazioni companion ufficiali, Descent ha saputo evolversi verso un modello completamente cooperativo, rendendo accessibile l’esperienza anche ai gruppi che preferiscono affrontare il gioco senza la presenza di un master umano.

Ancora oggi molti elementi introdotti da Descent sono diventati standard per l’intero genere.

Assalto Imperiale

Se siete appassionati di Star Wars e amate i Dungeon Crawler, Assalto Imperiale rappresenta probabilmente una delle migliori combinazioni mai realizzate.

Sviluppato anch’esso da Fantasy Flight Games, il titolo prende gran parte della struttura di Descent e la trasporta all’interno della galassia creata da George Lucas.

Le campagne mettono i giocatori nei panni dei ribelli impegnati contro l’Impero Galattico, alternando missioni di infiltrazione, combattimenti e obiettivi narrativi.

Ciò che distingue Assalto Imperiale da molti altri Dungeon Crawler è l’enorme attenzione alla componente tattica. Le mappe sono dense di coperture, linee di tiro e obiettivi secondari che rendono ogni scontro più simile a una battaglia strategica che a una semplice rissa fantasy.

Le campagne sono inoltre arricchite da una forte componente narrativa che permette ai giocatori di vivere una vera avventura ambientata nell’universo di Star Wars.

Per molti appassionati resta ancora oggi uno dei migliori Dungeon Crawler mai pubblicati.

Oathsworn: Into the Deepwood

Negli ultimi anni pochi giochi hanno generato tanto entusiasmo quanto Oathsworn.

Fin dal primo sguardo è evidente che ci troviamo davanti a qualcosa di diverso. La produzione è semplicemente mastodontica: miniature gigantesche, componenti premium e una quantità impressionante di materiale narrativo.

La campagna si sviluppa alternando due fasi molto differenti tra loro. Da una parte troviamo la narrazione, durante la quale i giocatori prendono decisioni, esplorano il mondo e sviluppano i propri personaggi. Dall’altra arrivano le celebri boss fight che rappresentano il cuore del gioco.

Ogni combattimento è uno scontro epico contro una creatura unica, dotata di comportamenti specifici, attacchi dedicati e meccaniche completamente differenti da quelle degli altri nemici.

Questo approccio ricorda per certi versi alcuni videogiochi come Monster Hunter o Dark Souls, dove la preparazione e la conoscenza dell’avversario diventano fondamentali per la vittoria.

L’enorme qualità narrativa e la varietà delle battaglie hanno reso Oathsworn uno dei titoli più apprezzati degli ultimi anni dagli appassionati di campagne cooperative.

Chronicles of Drunagor

Chronicles of Drunagor rappresenta uno degli esempi più riusciti di Dungeon Crawler moderno orientato alla crescita dei personaggi e alla progressione narrativa.

Fin dalle prime missioni il gioco mette in evidenza la sua natura fortemente cooperativa. Gli eroi possiedono ruoli molto differenti tra loro e la coordinazione del gruppo diventa fondamentale per sopravvivere agli scontri più difficili.

Uno degli elementi più interessanti è il sistema chiamato Darkness, una meccanica che influenza continuamente il campo di battaglia, limitando i movimenti e creando situazioni sempre diverse da affrontare.

Anche il sistema di crescita è particolarmente appagante. I personaggi sbloccano nuove abilità, equipaggiamenti e potenziamenti che modificano profondamente il loro stile di gioco.

Le miniature di alta qualità, unite a una produzione molto ricca e a una campagna estremamente lunga, hanno permesso a Chronicles of Drunagor di conquistare una posizione di rilievo tra gli appassionati del genere.

Per molti rappresenta una valida alternativa a Gloomhaven, soprattutto per chi desidera un’esperienza più orientata all’azione e meno al puzzle tattico.

Chronicles of Drunagor

Warhammer Quest

Parlare di Dungeon Crawler senza citare i Warhammer Quest sarebbe impossibile.

Nato nel 1995 come evoluzione naturale dell’universo fantasy di Games Workshop, Warhammer Quest ha attraversato numerose incarnazioni nel corso degli anni, reinventandosi continuamente pur mantenendo intatto il proprio spirito originale.

La formula è sempre stata quella di un gruppo di eroi impegnato nell’esplorazione di dungeon popolati da mostri, eventi casuali e ricompense da conquistare.

Le versioni più recenti hanno però ampliato notevolmente il concetto. Titoli come Silver Tower, Shadows over Hammerhal, Blackstone Fortress e il più recente Acqua Scura hanno portato il marchio Warhammer Quest in ambientazioni differenti, dal fantasy classico alla fantascienza grimdark di Warhammer 40.000.

Uno dei principali punti di forza della serie è senza dubbio la qualità delle miniature. Games Workshop continua a essere uno dei riferimenti assoluti nel settore del modellismo e ogni scatola offre decine di modelli altamente dettagliati che possono essere assemblati e dipinti.

Dal punto di vista del gameplay, Warhammer Quest tende a privilegiare accessibilità e immediatezza rispetto alla profondità estrema di altri Dungeon Crawler moderni. Le campagne sono generalmente più snelle, le partite più rapide e il regolamento più semplice da apprendere.

Proprio per questo motivo rappresenta una scelta eccellente per chi desidera vivere avventure cooperative ricche di atmosfera senza dover affrontare la complessità di colossi come Gloomhaven o Oathsworn.

Inoltre, il legame con gli universi narrativi di Games Workshop aggiunge un fascino particolare per tutti gli appassionati di Warhammer, rendendo ogni spedizione nei dungeon o nelle astronavi abbandonate un’occasione perfetta per immergersi in uno dei mondi fantasy e fantascientifici più iconici mai creati.

Immagine di Michele Rondina

Michele Rondina

Mi chiamo Michele, sono un grafico e web designer con una passione sfrenata per i giochi in scatola. Costringo mia moglie, "la professoressa", ad aiutarmi con i giochi da tavolo per quanto riguarda la prima lettura del regolamento, anche se non vorrà mai ammettere che le piace particolarmente questo compito! Poi però ce le suoniamo di santa ragione in partite all'ultimo punto, anche se preferiamo i cooperativi, più pacifici come genere!

2 risposte

  1. Uno dei pionieri non fu The Warlock of the Fire top Mountain? Mio fratello lo comprò a Londra negli anni 80 e lo possiedo ancora

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